Associazioni pro-vita: mercoledì la consueta preghiera davanti all’ospedale (tra le polemiche)
Giorgio Telò, "Ora et Labora": "Il presidente del Movimento per la Vita aveva appreso della rimozione del manifesto da una comunicazione del concessionario della pubblicità, il 5 maggio. A quel punto aveva chiesto spiegazioni al sindaco"
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Un appuntamento che stavolta assume una connotazione particolare, quello che il Movimento “Ora et Labora in difesa dalla vita” – uno dei promotori del manifesto Pro-Vita fatto rimuovere dal sindaco Virgilio dalla pensilina di fronte all’ospedale – organizza mercoledi prossimo 17 giugno dalle 7:30 alle 9:00 in quello stesso luogo, per la consueta “preghiera per la vita”, che viene organizzata ogni terzo mercoledì del mese.
Altri particolari si aggiungono ora alla vicenda che da alcuni giorni, a cominciare dalla interrogazione presentata dal consigliere FDI Matteo Carotti, sta facendo discutere la politica cremonese. Il 5 maggio – fa sapere Giorgio Telò di ‘Ora ed Labora’ – il Movimento per la Vita di Cremona presieduto da Paolo Emiliani, medico e storico rappresentante anti-abortista, aveva ricevuto comunicazione dalla ditta concessionaria della avvenuta rimozione del manifesto SOS Vita, installato presso la pensilina bus a fronte dell’Ospedale di Cremona.
Un messaggio, quello veicolato dal manifesto, sottoscritto da altre 4 associazioni: Centro Aiuto alla Vita, Ora et labora in difesa della Vita, Pro Vita & Famiglia; Family day / difendiamo i nostri figli.
“Il dottor Emiliani – aggiunge Telò – aveva quindi chiesto un incontro chiarificatore col sindaco Andrea Virgilio, ma ha ottenuto per tutta risposta che la decisione è stata presa dal sindaco stesso sulla base non di legge o di regolamento, ma soltanto della sua opinione.
Tale decisione, assolutamente arbitraria, non tiene conto che la stessa legge 194, all’art. 2, prevede che consultori, Enti locali e volontariato si adoperino per superare le cause che indurrebbero all’aborto; tantomeno tiene conto dell’opera del volontariato che si adopera per dare aiuto concreto alle donne in difficoltà per una gravidanza”.
Come noto, le cinque associazioni interessate hanno richiesto l’immediata ri-affissione del manifesto, “per la totale assoluta carenza di motivazioni per la rimozione”, affermano.
