Politica

Sinistra Italiana su rimozione manifesto pro-life: “Quel messaggio inopportuno e invasivo”

Gli esponenti cremonesi rivendicano di essere stati tra coloro che hanno sollecitato il sindaco a chiedere la rimozione. "Le stesse associazioni pro-life che oggi lo criticano erano le stesse che chiedevano il 'funerale cristiano” al materiale abortivo"

Lapo Pasquetti e Rosita Viola, consiglieri di Sinistra Italiana
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Alleanza Verdi e Sinistra Cremona rivendicano una delle segnalazioni al Sindaco Andrea Virgilio in merito all'”inopportuna affissione del manifesto anti-abortista sulla pensilina della fermata del bus di fronte all’Ospedale di Cremona”. Lo affermano oggi i rappresentanti cremonesi di Sinistra Italiana sostenendo la “giusta decisione del Sindaco di sollecitare i vertici di Arriva, proprietaria della pensilina, a rimuovere il manifesto da quel luogo”

“Non si tratta infatti di una censura delle idee dei movimenti pro-life – afferma gli esponenti di sinistra –  ma della valutazione circa l’inopportunità della presenza di quel manifesto in quel preciso luogo, l’ospedale, unico presidio a cui le donne che decidono di interrompere legalmente la gravidanza, possono accedere all’intervento sanitario in sicurezza e sotto sorveglianza medica e sostegno psicologico.

“Non va sottovalutato che l’accesso alla struttura sanitaria è solo l’ultima tappa di un lungo percorso di riflessione, sempre doloroso e sofferto. La donna che, in piena consapevolezza e autodeterminazione, decide di interrompere una gravidanza non desiderata, lo fa per tutta una serie di valutazioni di carattere strettamente personale, su cui nessuno deve o dovrebbe interferire, se non richiesto dalla stessa.

“Quel manifesto, posto proprio in quel luogo, rappresentava questo: un’interferenza inopportuna e invasiva, in un momento particolarmente delicato, in cui parole e giudizi non richiesti devono cessare, per ragioni di sensibilità e rispetto verso una scelta comunque sofferta.
Sensibilità e rispetto della donna che chi ha chiesto l’affissione di quel manifesto ha dimostrato di non avere”.

Da ultimo, rileva Sinistra Italiana, “le stesse associazioni pro-life che oggi criticano la posizione del Sindaco, erano le stesse che qualche anno fa (2010 circa) avevano stilato una convenzione con Asst (poi revocata) che consentiva di somministrare alle donne che si erano appena sottoposte all’intervento di IVG (interruzione volontaria della gravidanza) un questionario con cui chiedevano loro l’autorizzazione a prelevare il materiale abortivo per fargli un “funerale cristiano”  e questo con il solo fine di instillare nella donna il senso di colpa e del peccato per una scelta che dovrebbe e deve rimanere libera da giudizi e pregiudizi altrui, anche perché tutelata da una Legge dello Stato.

Oltre a condividerne la scelta esprimiamo al Sindaco, bersaglio di interventi ed apprezzamenti inopportuni e offensivi, la nostra solidarietà”

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