Pd: “Temi delicati come l’aborto non possono essere affrontati con slogan”
Il segretario cittadino Galletti e il capogruppo Poli motivano la scelta di rimuovere il manifesto pubblicitario pro-life davanti all'ospedale. "La dignità delle persone viene prima della propaganda"
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Il Partito Democratico si schiera con il sindaco Virgilio in merito alla vicenda del manifesto pro-life. “Non stupisce il clamore ideologico che si è levato da parte delle destre locali che, compattandosi su questi temi, cercano strumentalmente di far passare la vicenda come un attacco alla libertà di opinione o un atto di censura”, affermano Roberto Galletti Segretario cittadino PD e Roberto Poli Capogruppo in consiglio comunale.
“Il Sindaco non ha compiuto un atto arbitrario, ma ha applicato la normativa vigente, che vieta pubblicità lesive delle libertà individuali e dei diritti civili.
Come ha giustamente ricordato il primo cittadino, nessun manifesto conosce la storia di una donna. Nessun cartellone può sapere quali paure, fragilità, difficoltà economiche, familiari o personali stia vivendo chi si trova ad affrontare una gravidanza difficile o una scelta dolorosa. Collocare un manifesto colpevolizzante ed esplicitamente mirato esattamente di fronte al luogo in cui le donne si recano per esercitare un diritto garantito dallo Stato non è ‘esprimere un’opinione’. È una pressione morale intollerabile, un atto che rischia di trasformarsi in una “gogna visiva” e in una violenza psicologica deliberata, che fa leva sul senso di colpa e sulla vulnerabilità in un momento già drammatico”.
“La Legge 194 è una legge dello Stato e i presìdi pubblici hanno il dovere di applicarla in un ambiente sicuro, protetto, dignitoso e riservato. La legge stessa già prevede percorsi, strumenti, tutele e possibilità diverse per le donne che attraversano questa situazione. Esistono sedi opportune, figure competenti e momenti dedicati in cui si possono offrire informazioni, sostegno, confronto e anche punti di vista differenti. Ma tutto questo ha senso solo se avviene dentro una relazione umana, seria, strutturata e non giudicante.
“È proprio la relazione la cosa fondamentale. Un manifesto stradale, lasciato solo, senza nessuno che accompagni davvero una donna, senza qualcuno che ascolti o che aiuti a vedere strade che in quel momento possono sembrare impossibili, non costruisce reale sostegno: semplifica un dramma complesso e rischia solo di far sentire le persone ancora più sole e stigmatizzate.
“Sostenere la scelta dell’Amministrazione non significa negare il valore della vita, ma affermare con fermezza che temi così delicati non possono essere affrontati con slogan o provocazioni ideologiche calate dall’alto. Devono essere affrontati con responsabilità, con umanità e con la consapevolezza che il ruolo dello Stato e di un’Amministrazione pubblica è quello di proteggere e garantire i diritti civili, non di giudicare le scelte intime delle persone.
“Noi rivendichiamo un’idea diversa di spazio pubblico e di comunità, – concludono i due esponenti PD – dove la dignità delle persone viene prima della propaganda. Per questo, quello del Sindaco Virgilio non è solo un atto amministrativo legittimo: è una scelta di civiltà e di coraggio che ha rimesso al centro le persone, la loro libertà e il loro diritto a essere accompagnate con rispetto”.