Cronaca

Tanto Santo, tanto uomo: in Piazza Stradivari Guido Damini racconta San Francesco

L'evento, inserito nel programma dell'edizione 2026 del Festival "Happening Cremona", organizzato per gli 800 anni dalla morte del Patrono d'Italia

Lo spettacolo in Piazza Stradivari a Cremona
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Il “fraticello d’Assisi”, il Patrono d’Italia, il “Giullare di Dio”. Un sant’uomo, certo, ma prima di tutto un uomo in carne e ossa, con pregi, difetti e tutte le contraddizioni del caso.
È – ça va sans dire – Francesco, anzi San Francesco,  il protagonista assoluto del lungo monologo che, nella serata di lunedì, ha riempito Piazza Stradivari a Cremona di cittadini, interessati e curiosi.

L’evento, dal titolo “San Francesco – il Miles Christi” (ovvero, il soldato di Cristo), ha visto salire sul palco lo storico e divulgatore cremonese – nonché stella dei social – Guido Damini.
In poco più di due ore, Damini ha incantato il pubblico con un ritratto fedele del Santo d’Assisi, mescolando fatti, aneddoti storici e concetti complessi a battute di spirito e parallelismi contemporanei che hanno strappato più di un sorriso.

Il racconto è stato un breve ma intenso viaggio tra le pieghe del tempo, partito dall’analisi e dallo scontro tra le diverse fonti che hanno tramandato la vita del Santo: dai testi di Tommaso da Celano fino alla “biografia ufficiale” firmata da San Bonaventura. Il tutto calato nel contesto del XIII secolo, un’epoca complessa e carica di eresie in netto contrasto con la linea della Chiesa di Roma.

Damini ha quindi tratteggiato la giovinezza di Francesco contestualizzandola con ironia.
“Il 1200 era l’era del consumismo – ha spiegato -. Ciò che volevano i padri, ormai arricchiti, era che i figli non facessero niente. E Francesco non voleva fare il mercante, voleva fare la pop star dell’epoca: il Cavaliere. Un Miles, insomma, anche se non ancora di Cristo. Trascorreva il tempo cantando canzoni di gesta in francese, con un ego ipertrofico e una gran voglia di menare le mani”.

Poi la svolta: la cattura, l’incarcerazione, i viaggi per l’Italia inseguendo il sogno della guerra e, infine, la travolgente “chiamata dall’alto”.
Lo storico cremonese ha sfatato diversi falsi miti, restituendo la carne e l’umanità di un personaggio che fu estremo in ogni sua scelta: “Francesco era un esagerato. Quando vede il lebbroso, cosa fa? Decide di baciarlo, su entrambe le guance. E ciò che prima era disgusto è diventato gioia“.

Da lì la decisione netta: svestirsi di tutti i beni, fondare un ordine e cambiare la storia. Il monologo ha accompagnato il pubblico fino alla morte del Santo e al suo testamento spirituale, una visione così radicale da non essere mai stata davvero applicata dalla Chiesa cattolica.

“Cosa abbiamo scoperto da questa storia? Che la storia è complessa, piena di fonti e di punti di vista – ha concluso Damini –. L’unica cosa certa è che se fosse rimasto sulla via del pauperismo duro e puro, il movimento di Francesco sarebbe morto con lui. Invece, scendendo a patti con le istituzioni, è riuscito a cambiare la Chiesa dall’interno, evitando di essere liquidato come una semplice eresia“.

L’evento si è inserito nel programma della nuova edizione del Festival “Happening Cremona“, incentrato quest’anno sul tema “Qui è perfetta letizia“: una citazione celebre di San Francesco, del quale in questo 2026 si celebrano gli 800 anni dalla morte.
La kermesse si conclude ufficialmente in musica, sempre in piazza Stradivari, nella serata di martedì 16 giugno. Sul palco saliranno la Mauro Moruzzi Junior Band e il gruppo Crescendo, diretti dal Maestro Giovanni Grandi.

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