Alluvioni e rischi: proseguono le esercitazioni della Protezione Civile con EXE PO 2026
Centrale operativa allestita in via della Conca. Presente in mattinata anche il direttore dell’Ufficio Emergenze del Dipartimento nazionale Luigi d'Angelo
Leggi anche:
In caso di pericolo le parole d’ordine sono due: coordinamento e collaborazione.
Lo sanno bene i volontari della Protezione civile impegnati in questi giorni nelle esercitazioni nazionali “EXE PO 2026“, dedicate ai rischi idrogeologici e alle alluvioni. Un appuntamento che vede Cremona e il suo territorio in prima linea, forte del suo legame storico e geografico con il fiume Po.
La centrale operativa è stata allestita nella sede della Provincia, in via della Conca, lungo il canale navigabile. Qui, già dalle prime ore del mattino, si sono riuniti tutti gli enti coinvolti. Poi il via alle prove sul campo.
“La cosa più importante per questa esercitazione – spiega Luigi D’Angelo, direttore dell’Ufficio Emergenze del Dipartimento nazionale di Protezione civile – è la sinergia tra le diverse amministrazioni. Alle mie spalle c’è la sala operativa integrata provinciale: abbiamo appena fatto un punto con Prefettura, Provincia, Regioni e volontariato”.
D’Angelo sottolinea come, in presenza di allerte per rischio idrogeologico, sia fondamentale che le amministrazioni “si riuniscano subito, condividano le informazioni e si raccordino con i territori e con i sindaci”. In provincia di Cremona, per la giornata, sono stati attivati diversi scenari lungo l’asta del Po, in coordinamento con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, impegnato in simulazioni specifiche.
Le attività operative si concentrano sull’assistenza alla popolazione, sugli interventi nelle aree allagabili e sull’utilizzo delle pompe idrovore per liberare le zone invase dall’acqua e ripristinare condizioni di sicurezza. “Due aspetti fondamentali dell’esercitazione Exe Po – ribadisce –: il raccordo istituzionale basato sulle allerte e le operazioni sul campo, con il coinvolgimento di tutte le strutture, dalle forze dell’ordine ai Vigili del Fuoco fino al volontariato organizzato”.
Un centinaio i volontari impegnati nell’allestimento e nell’utilizzo di una nuova autobotte, nella pulizia delle strade con idropulitrici e nel pescaggio dell’acqua dal canale.
Intanto proseguono le prove dei Vigili del Fuoco a Tencara di Pizzighettone, con la presenza del Comando di Cremona, del Nucleo Sommozzatori di Milano, del comandante provinciale Nicola Dadone, del vicecomandante Andrea Piazza e di una delegazione del Ministero dell’Interno – Soccorso pubblico e Difesa civile. La gestione dell’evento è coordinata dalla Sala Crisi del Comando di Cremona, in collegamento con la Direzione regionale Lombardia e il Centro Operativo Nazionale di Roma.
Dopo una pausa nel pomeriggio, le attività riprendono in serata con la posa dei sacchi di sabbia e l’identificazione dei fontanazzi a San Daniele e successivamente a Casalmaggiore.
“Potrebbe sembrare distonico esercitarci oggi, con un clima così diverso da quello di un’alluvione – conclude D’Angelo –, ma la preparazione non si fa durante l’emergenza. Si fa nei momenti di calma, per individuare criticità, confrontarsi e arrivare pronti quando l’emergenza arriva davvero”.











