Diciannovenne ucciso a Crema: i tre fermati domani davanti al gip per la convalida
L'interrogatorio è fissato per le 10. Al vaglio dei carabinieri anche i filmati del circuito di videosorveglianza che avrebbero ripreso l'aggressione finita nel sangue
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E’ in programma alle 10 di domani, 15 luglio, l’interrogatorio in carcere del gip Elisa Mombelli dei tre ragazzi accusati di concorso in omicidio di Youssef Rama Abdelaziz, il diciannovenne egiziano ucciso a coltellate nella notte tra sabato e domenica, a Crema, nei pressi del parcheggio del supermercato Conad, in viale Repubblica.
I fermati sono il venticinquenne senegalese Pape Mamadou Ndiaye, l’albanese di 23 anni Bajron Hoxha e il ventiquattrenne di origine egiziana Ahmed El Hadad, difesi dagli avvocati Corrado Locatelli, Alessandro Porchera ed Elena Scotuzzi. Tutti sono residenti nel cremasco.
Ascoltati dal pm Alessio Dinoi subito dopo il fermo, i tre ragazzi si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. Non è escluso che anche domani davanti al gip decidano di seguire la stessa linea.
Subito dopo l’omicidio, i tre si erano allontanati prima a piedi e poi in auto, trascorrendo il resto della nottata nel Milanese. Il senegalese era stato rintracciato in provincia di Milano, mentre gli altri due al rientro nel cremasco.
Gli investigatori sono impegnati a delineare il contesto che ha dato origine al fatto di sangue. Tra le varie piste, ci sarebbe quella dello spaccio. Secondo le testimonianze di alcuni cittadini, infatti, la vittima era uno dei ragazzi coinvolti nelle trentadue ore di tensione in Piazza di Rauso, fatto accaduto circa tre settimane fa.
Al vaglio ci sono anche i filmati delle telecamere che avrebbero ripreso l’aggressione.
Sarà anche da accertare se il coltello trovato nel fiume a Spino d’Adda, nell’area sotto il ponte della Sp 415, sia effettivamente l’arma del delitto. Arma che sarebbe di proprietà del senegalese.