Nubifragio, il giorno dopo: quel che resta dopo il maltempo, tra danni e un cimitero di piante
Ferita, ma già al lavoro, la città si è messa in moto in un frenetico "day after" di straordinari. Il bilancio delle 24 ore successive è pesante, ma fortunatamente non si sono registrati feriti nella lunga conta dei danni collaterali
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Il sole che giovedì è tornato a far capolino su Cremona, fino alla cappa di afa pomeridiana, ha una luce diversa. Illumina i cumuli di rami accatastati ai margini delle strade e nei parchi, alcuni tetti coperti dai teli, diverse aree inibite al transito e una distesa di tronchi e arbusti sradicati o piegati dalla forza del vento di mercoledì.
Ferita, ma già al lavoro, la città si è messa in moto in un frenetico “day after” di straordinari. Il bilancio delle 24 ore successive è pesante, ma fortunatamente non si sono registrati feriti nella lunga conta dei danni collaterali. A parlare sono i numeri di un’emergenza che ha visto forze dell’ordine, Protezione Civile e Vigili del Fuoco (arrivati anche dai comandi vicini) lavorare ininterrottamente per tutta la notte e il giorno successivo.
La furia dell’acqua e del vento (con raffiche che hanno superato i 90 km/h) non ha risparmiato nessuno. La viabilità è stata quasi completamente ripristinata nonostante gli oltre 40 gli alberi secolari sradicati che hanno bloccato diverse arterie. Motoseghe al lavoro anche all’interno dei centri sportivi e delle società canottieri, ferite dalla violenza del vento che abbattuto piante e provocato danneggiamenti a strutture e dehors.
Si contano a decine i tetti danneggiati in città, con casi limite in zona via Riglio: le coperture dello stabile Tamoil sono state letteralmente spazzate via dal vento. In diverse aree cittadine, i detriti volati via dai cornicioni hanno colpito alcune auto in sosta. In via Palio dell’Oca, l’auto sfondata da un palo della luce franato al suolo è rimasta immobile nello stesso punto.
Nel corso del pomeriggio alcune canottieri e centri sportivi hanno iniziato la graduale riapertura al pubblico: per i più colpiti si dovrà attendere domani. Anche il cimitero monumentale resterà chiuso.
Nelle prossime ore, completata la ricognizione dei danni sia alle strutture pubbliche (si valutano infiltrazioni in alcune scuole e palestre comunali) sia ai privati, l’amministrazione valuterà l’attivazione delle procedure per la richiesta dello stato di calamità naturale a Regione Lombardia.