Vigilanza, Ceraso: il forfait all’ultimo minuto segnale di debolezza
Maria Vittoria Ceraso della lista Oggi per Domani, molte volte allineata alle scelte della maggioranza – ha espresso a margine della (mancata) commissione di Vigilanza tutta la sua delusione. Il documento allegato alla convocazione della Vigilanza – una ricostruzione dettagliata della vicenda con un ricco excursus normativo e rimandi ad articoli di legge e sentenze – è in massima parte frutto dei suoi approfondimenti tecnici sulla legittimità della decisine di rimuovere il manifesto Pro vita.
“In fondo – commenta a margine – hanno fatto bene il Sindaco e i Consiglieri di maggioranza a non presentarsi in Commissione di Vigilanza.
Quando capisci di non poter più difendere la legittimità del tuo operato, hai solo due strade: o chiedi scusa o eviti il confronto. Oggi hanno scelto la seconda.
E lo hanno fatto cinque minuti prima dell’inizio, con il chiaro intento di sminuire l’impegno di chi ha lavorato duramente a una convocazione articolata, solida e pensata per un confronto serio e di merito.
“Ma come e’ possibile rinunciare a difendere le proprie scelte, davanti a chiunque, Vigilanza, Corte Costituzionale o fino alla Corte Europea, se si è davvero convinti di aver agito per il bene?
“La risposta è semplice: se per dimostrare le tue ragioni puoi contare solo sul tuo ego e sull’ideologia, l’unica possibilità per tentare di uscirne dignitosamente e’ dare forfait all’ultimo minuto.
Per poi fare la vittima dell’“inquisizione” della minoranza.
“Ma grazie alla documentazione acquisita e al confronto che comunque si e’ tenuto con il Segretario Generale e il dirigente Stoppa, che ringrazio per la disponibilita’, ci siamo resi conto che non serviva una seduta della Vigilanza per dimostrare che Virgilio non è affatto l’eroe coraggioso dipinto dalla sua propaganda, pronto a togliere manifesti “per non far sentire le donne colpevoli”.
“La realtà è un’altra, molto più banale e triste: ha semplicemente assecondato la segnalazione ideologica di chi afferma che si possa abortire e stare benissimo, calpestando il diritto all’informazione e il sostegno ai più fragili.
E sarebbe questa l’”imparzialità” che il Sindaco rivendica con presunzione, attaccando la Presidente della Vigilanza Capelletti?
Qui la destra e la sinistra non c’entrano nulla. Questa è una questione di valori, di rispetto istituzionale, di coscienza.
Oggi esco da Palazzo Comunale profondamente delusa sul piano politico e personale, ma nella convinzione di aver agito per difendere la democrazia e la liberta’ di pensiero, per me e per tutti i cremonesi”.