Lettere

Commercio in centro: non sono i parcheggi che mancano, ma i soldi in tasca alla gente

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da Donato Sgarzi

Egregio direttore,

in merito all’articolo In corso Garibaldi la disfatta del commercio: una trentina le vetrine spente vorrei dare risposta a Marco Stanga, con questa visione noiosa e sterile del commercio cremonese, si dà sempre colpa ai parcheggi, al caldo l’estate e al freddo d’inverno, ai centri commerciali (che anche loro sono in crisi).

Secondo me manca l’unica cosa che alimenta veramente il commercio: sono i soldi che mancano in tasca alla gente. Come fai a fare shopping se non hai soldi in tasca, e la causa di questa carenza sono il costo della vita insostenibile, basta contare che fra affitto/mutuo, bollette e spesa alimentare quotidiana, se ne va il misero stipendio.

Le cose cambieranno quando aumenteranno gli stipendi, quando si comprerà nei negozi di vicinato a conduzione famigliare e non nelle multinazionali estere che spolpano il nostro capitale, non continuiamo a dar colpe inesistenti alle solite storie.

Altro cambiamento che manca, è il coraggio, i piccoli negozi sono fatti di anima e cuore, sono fatti di chi lo vive e lo gestisce, questo manca ai commercianti, quei trascinatori che coinvolgono la gente, non ci sono piu quei brillanti personaggi che attirano le persone che scelgono il negozio per una serie di valori aggiunti.

Io invito i giovani a rimettersi in gioco con coraggio, non da sprovveduti ma rimettetevi in piazza, il mercato è grande e c’e posto per tutti e non demoralizzatevi, tutti ce la possono fare.

Importante avere professionalità, qualità e perseveranza, elementi fondamentali a favore dei piccoli commercianti. Basta diffondere negatività: il vicepresidente con il suo messaggio, il tuo tono dimostra di non crederci nemmeno lui, è sconfortato, demoralizzato, negativo.

Non imbottigliatevi la testa, date vita alle vostre idee e alla voglia di fare, non fatevi abbattere, ragionate con la vostra testa, solo così vedrete cose che altri non vedono e farete cose che altri non fanno.

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