Cronaca

Buona pensione ad Albino Rigoni: ufficio stampa del Comune da oggi un po’ più vuoto

Ultimo giorno di lavoro per l'addetto stampa dell'ente: a lui va il ringraziamento di tutta la redazione di Cremonaoggi e CR1

Albino Rigoni durante il saluto dei colleghi
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Ultimo giorno di lavoro da addetto stampa del Comune di Cremona per Albino Rigoni, che ieri è stato affettuosamente salutato dai colleghi con un piccolo omaggio. L’ultimo atto pubblico di una vicenda professionale iniziata con il primo mandato del sindaco Paolo Bodini 26 anni fa, si è svolto nella Sala Rossa del Palazzo, con un esplicito ringraziamento che gli è stato rivolto da Andrea Virgilio, al termine della conferenza stampa di Unareti.

“Sei arrivato quando ancora non si parlava di efficientamento energetico, ed ora eccoci qua”, le parole del sindaco, che ancora una volta, come già avvenuto nell’ultimo Consiglio Comunale, ha mostrato l’apprezzamento dell’amministrazione per il lavoro portato avanti in questi anni con precisione ed l’affidabilità.

Per noi giornalisti di Cremonaoggi e CR1, Albino è stato fondamentale nel riuscire a svolgere il nostro lavoro di cronisti, sempre disponibile  fornire informazioni ma anche scrupoloso nel non andare mai oltre il suo ruolo istituzionale.

La sua assenza si farà sentire. Lo salutiamo con grande affetto, sicuri che la sua esperienza nella comunicazione della PA non andrà dispersa e allo stesso tempo diamo il benvenuto ad Alessandro Di Stefano, il collaboratore che lo stava già affiancando da alcuni mesi e su cui ora ricadranno maggiori responsabilità.

Oggi lascia il lavoro per smaltire le ferie di cui non ha potuto usufruire e sarà ufficialmente in pensione dal 1° dicembre.  Nel suo stile in punta di piedi ci ha lasciato questo saluto: “Innanzitutto un sincero ringraziamento per la collaborazione instaurata in questi anni nel rispetto dei diversi ruoli che rivestiamo.

Spero di avere dato, per quanto possibile, un fattivo contributo al tuo lavoro.
Se talvolta non sono riuscito ad esaudire in pieno alcune richieste, me ne scuso, non è stato certo per cattiva volontà”.

 

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