Italia, un Paese per giovani? All’Arci Festa di Cremona il punto con Fabrizio Barca
Tra i relatori - insieme all'economista e coordinatore del forum per le diseguaglianze - anche la sociologa Francesca Coin e il presidente nazionale di Arci Walter Massa
Giovani e lavoro, fughe e ritorni, disuguaglianze e nuove opportunità, con spunti per un futuro – se possibile – più roseo del presente.
Ampia e animata discussione, su temi più che mai concreti e attuali, nella serata di martedì al Parco Didattico Scout, alle Colonie Padane di Cremona, con il dibattito dal titolo “Ci siamo! Potere e libertà per le nuove generazioni”.
L’appuntamento, inserito nella 31esima edizione di “Arci Festa” (kermesse di 11 giorni organizzata come da tradizione al Parco al Po) ha visto protagonisti alcuni relatori di spessore come l’economista, ex ministro e co-coordinatore del del Forum Disuguaglianze Diversità Fabrizio Barca, la sociologa Francesca Coin e il presidente nazionale di Arci Walter Massa; a moderare gli ospiti invece la Responsabile Nazionale Sviluppo Associativo Rossella Vigneri.
La serata è stata l’occasione per un confronto diretto sul ruolo e sulle difficoltà delle nuove generazioni. Un dialogo fitto, a tratti intimo, che ha messo al centro il tema delle opportunità negate ai giovani e delle possibili strade per invertire la rotta.
“È stata una serata per vedere se le parole che noi abbiamo provato a usare toccano la pancia, la testa delle persone che ci ascoltano – spiega Barca –. Noi pensiamo, e lo abbiamo anche studiato attraverso il materiale che consiglio di leggere sul sito del Forum Disuguaglianze, che esista un potenziale straordinario nelle nuove generazioni. Un potenziale che però non riesce a esprimersi: i giovani sono ostacolati sia nel pieno sviluppo della loro persona, sia nel trasformare la loro perturbazione in un moto giovanile di cui abbiamo un bisogno enorme per cambiare la società. Cerchiamo quindi di capire se abbiamo individuato davvero i punti che oggi li bloccano”.
A confermare la profondità – e la necessità – del confronto è anche Francesca Coin, che in curriculum vanta diverse esperienze in numerose università negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Italia.
Autrice del best seller “Le grandi dimissioni” (edito da Einaudi) si occupa di lavoro e diseguaglianze sociali.
“Qui a Cremona si è parlato di giovani generazioni in modo approfondito – sottolinea Coin –. È stato un dialogo interessante, perché spesso in Italia il confronto tra generazioni si trasforma, nel dibattito pubblico, in un conflitto. Invece, quello che è emerso è che può esistere collaborazione e, forse, anche un sostegno da parte degli adulti verso i più giovani”.
“La grande difficoltà che hanno è lavorativa – aggiunge –. Anche nel nostro Paese il costo della vita è aumentato, i salari sono diminuiti, i contratti sono sempre più precari. È difficile essere giovani in Italia: non è un Paese per giovani. Abbiamo uno dei numeri più bassi di laureati in Europa, ma sono già ‘troppi’ per un mercato del lavoro che continua a chiedere persone sotto qualificate. Questi sono i contro. I pro, invece, sono che la carica trasformativa delle nuove generazioni è l’ossigeno che manca a questo Paese: da lì dobbiamo attingere, proteggere e, se possibile, contagiare”.
Il tema delle barriere quotidiane è stato ripreso anche da Barca, che ha portato esempi concreti.
“Quando un giovane non riesce a trovare una casa perché, se è un maschio, non gliela affittano convinti che chissà cosa combinerà, se è una femmina, sorgono altri problemi – osserva –; quando un giovane frequenta una scuola che non riesce a colmare i divari sociali; quando una persona straordinaria, arrivata da lontano e che contribuisce al nostro Paese, non ottiene neppure la cittadinanza, nonostante permetta all’Italia di avere più laureati in ingresso di quanti ne escono. Che altro devo dire? Sono bloccati”.
Tra i nodi affrontati, anche quello dei cosiddetti “cervelli in fuga”, su cui Barca porta alcuni dati che ribaltano la narrazione più diffusa.
“Dall’Italia fuggono tutti – spiega l’ex ministro –. Il 58% dei ragazzi e delle ragazze che se ne vanno non è laureato. Se ne vanno anche i giovani arrivati dall’estero. Il 35% dei bambini nelle scuole, ci dice l’Istat, sogna di lasciare il Paese. Questo significa che il problema non è la fuga dei cervelli: il problema è che non riusciamo a offrire prospettive interessanti a nessuno, indipendentemente dal livello di competenza o dall’origine sociale ed etnica. Per questo, nella piattaforma che abbiamo firmato insieme ad Arci e a 23 organizzazioni giovanili, abbiamo individuato nove interventi urgenti”.
“La prima cosa da cambiare – prosegue – riguarda la casa: serve un fondo di garanzia che faccia da intermediario tra un’anziana pensionata che ha paura di affittare e un ragazzo che ha bisogno di una casa, assumendosi i rischi. Serve poi rilanciare la qualità delle assunzioni nel settore pubblico. C’è bisogno di rinnovamento nei Comuni, nelle Regioni, nello Stato centrale, ma i concorsi sono fatti male. Noi proponiamo di farli come Dio comanda, affinché lavorare nel pubblico non sia l’ultima scelta quando si decide di avere un figlio, ma una missione per cambiare il mondo”.
Tra i relatori anche Walter Massa, presidente nazionale di Arci, che ha colto l’occasione per valorizzare il lavoro svolto in città.
“Colgo l’occasione perché voglio fare i complimenti all’Arci di Cremona – afferma Massa – che da tantissimi anni organizza uno degli appuntamenti di festa e di riflessione più importanti dell’Arci in Italia, parte di un circuito di festival che ormai sfiora le cento esperienze. Discutiamo di futuro, di giovani, e parliamo con i giovani: proprio in questi giorni, durante la festa, l’Arci sta tenendo la sua scuola nazionale quadri dedicata agli under 30. Stiamo costruendo il gruppo dirigente del futuro dell’Arci: una grande sfida e, permettetemi, una grande soddisfazione. L’associazione vuole restare intergenerazionale, ma vuole puntare molto sulle giovani generazioni, che hanno bisogno di spazio e di mettere in pratica il loro progetto di futuro”.
Per i più giovani tante le difficoltà da affrontare in un mondo che sembra aver perso certezze e punti di riferimento. Nonostante tutto, però, bisogna guarda dritto verso il futuro tentando di trasformare i rischi in opportunità di crescita reciproca.
“Io sono ottimista – conclude Massa –. Vedo un cambio di passo, vedo giovani generazioni che stanno tornando finalmente a essere visibili in questo Paese”.