Cronaca

Sanità, firmato il nuovo contratto. Pedretti: “Ancora lontani dalla media Ocse”

Raggiunta l'intesa per il rinnovo del contratto nazionale 2025-2027 del comparto Sanità. Coinvolti quasi 593 mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale. Il presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche: "Un passo avanti, ma gli infermieri restano lontani dagli stipendi europei"

Infermieri al lavoro
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Dopo soli tre mesi di trattative è stata raggiunta l’intesa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto Sanità 2025-2027. L’ipotesi di accordo, sottoscritta da Aran e dalle organizzazioni sindacali rappresentative, riguarda 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra infermieri, professionisti sanitari, personale tecnico, amministrativo e operatori di supporto.

Sul fronte economico sono previsti 2,26 miliardi di euro di risorse a regime. L’aumento medio sarà di 209 euro lordi al mese, mentre per gli infermieri salirà a 240 euro, grazie anche al rafforzamento dell’indennità di specificità. Gli arretrati, calcolati fino al 31 ottobre 2026, ammonteranno in media a 1.226 euro per il personale del comparto e a circa 2.300 euro per gli infermieri.

Per Gianmario Pedretti, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cremona, il rinnovo rappresenta un passo nella giusta direzione, pur restando lontano dalle esigenze della categoria: “Ogni volta che c’è un miglioramento rispetto alla valorizzazione della professione infermieristica non possiamo che esserne soddisfatti. Siamo ancora lontani dalla media Ocse, ma sono piccoli movimenti che riconoscono, anche dal punto di vista economico, il grande ruolo della professione all’interno del Servizio sanitario nazionale”.

Pedretti sottolinea però come gli aumenti non siano sufficienti ad affrontare il problema della carenza di personale: “Serve un incremento molto più significativo, proporzionato alla complessità e alle responsabilità che oggi gli infermieri hanno nel sistema sanitario. Solo così si potrà rendere la professione più attrattiva e frenare la migrazione verso l’estero”.

Tra le novità più significative compare, per la prima volta in un contratto della sanità, un capitolo dedicato all’Intelligenza artificiale, con norme che disciplinano l’utilizzo di questi strumenti nell’organizzazione del lavoro, nella tutela dei dati e nella valutazione del personale.

“Anche la nostra professione – osserva Pedretti – non può prescindere da un’evoluzione così importante. È fondamentale che ci siano regole sulla cybersicurezza e sulle possibili ricadute dell’intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro e nella valutazione delle performance”.

Il rinnovo introduce inoltre il riconoscimento delle indennità anche durante le ferie, uniforma la disciplina delle ferie per tutto il personale, prevede due giornate aggiuntive per i neoassunti e istituisce la figura del Disability Manager, con il compito di favorire l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

Un altro aspetto evidenziato dal presidente dell’Ordine riguarda la crescita professionale degli infermieri: “Cominciano a essere previste forme di valorizzazione delle competenze acquisite con le nuove lauree magistrali cliniche, dedicate ad ambiti come emergenza-urgenza, area materno-infantile e assistenza territoriale. Percorsi che dovranno trovare un corrispettivo anche in termini di riconoscimento economico”.

L’accordo dovrà ora superare i controlli della Ragioneria generale dello Stato e della Corte dei conti prima della firma definitiva e dell’entrata in vigore.

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