Cronaca

Nurian, la vittima dell’omicidio di Vescovato. La palestra e i meme sulla gelosia: “La roba è fatta, capo”

Ucciso da quello che le prime ricostruzioni identificano come un rivale in amore, già tre anni fa pubblicava sui social contenuti relativi a questo tema

Nurian Dalipaj in una foto pubblicata sul suo profilo Instagram
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Si chiamava Nurian e aveva solo 24 anni la vittima dell’omicidio consumatosi nella notte tra domenica e lunedì a Vescovato. Dai suoi profili social emerge il ritratto di un ragazzo che viveva a Cremona, ma restava legatissimo alle sue origini albanesi. Su TikTok, in particolare, suonano oggi come una triste beffa alcune frasi scritte in albanese e tradotte in italiano: “Quello che vuole il cuore non lo vuole il destino”.

Tra le foto di un aperitivo in Piazza Stradivari — ben riconoscibile sebbene sfocata — e video in cui il simbolo del cuore fa da protagonista, emerge una vita piena di passioni, tra cui quella per la palestra.

Ma la gelosia, a quanto pare, non era un elemento nuovo nella sua storia. Ucciso da quello che le prime ricostruzioni identificano come un rivale in amore, già tre anni fa Nurian pubblicava sui social contenuti relativi a questo tema. In un post condiviso all’epoca figuravano screenshot di conversazioni fittizie — di quelli usati frequentemente come vignette sui social — che recitavano: “Io geloso?”, e poi la risposta di una fantomatica ragazza: “Amore, hanno ucciso il mio amico con cui sono uscita ieri sera”, con la replica del presunto sicario: “La roba è fatta, capo”.

Il presunto assassino è Mattia, un trentaduenne italiano originario della Sicilia, impiegato in un’azienda di panificazione industriale. Rimasto ferito a sua volta durante l’aggressione, viene descritto dai vicini di casa come un ragazzo del tutto normale, che non aveva mai dato problemi né arrecato disturbo.

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