Stagione irrigua a rischio, Micheletti (Dunas): “Secondi raccolti in balia del meteo”
"Non c'è acqua nei fiumi Adda e Oglio, che sono i due fiumi da cui deriviamo la maggior parte dell'acqua di cui hanno necessità i nostri campi"
La stagione irrigua in provincia di Cremona sta affrontando una crisi idrica gravissima, definita dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po come una condizione di “siccità severa”. Le scarse precipitazioni invernali sulle Alpi (-50%/-60% di neve) e il caldo anomalo della primavera hanno prosciugato le riserve, portando il comparto agricolo locale a una situazione di estrema emergenza tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto.
“La situazione della nostra provincia è veramente complicata, nel senso che i laghi di Como e di Iseo sono di fatto ormai esauriti, entrambi sono a circa meno 30 centimetri sullo zero idrometrico. Non c’è acqua nei fiumi Adda e Oglio, che sono i due fiumi da cui deriviamo la maggior parte dell’acqua di cui hanno necessità i nostri campi”, spiega Paolo Micheletti, direttore del consorzio Dunas. “Discorso a parte invece per quello che riguarda il fiume Po, che è vero che di fatto ha raggiunto nuovi minimi storici, ma fortunatamente i nostri impianti di sollevamento sono a quote adeguate da poter garantire quello che è il sollevamento dell’acqua necessaria”. Intanto Regione Lombardia ha confermato che la stagione irrigua subirà uno stop forzato nei primi giorni di agosto, rendendo impossibile proseguire l’irrigazione verso settembre. I primi raccolti estivi sono stati salvati, ma i secondi raccolti sono ormai considerati impraticabili. Molti agricoltori stanno tentando di salvare mais, pomodori e zucche ricorrendo ai pozzi privati, affrontando però una spesa economica insostenibile per l’energia elettrica necessaria al pompaggio continuo.