Mais colpito da siccità e temporali, si teme un calo di produzione nazionale del 10%
Per una delle colture più importanti del cremonese iniziano le prime trinciature. Per il presidente dell'Associazione Maiscoltori Italiani Cesare Soldi, a rischio il secondo raccolto atteso per la fine di agosto
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Dall’inizio della stagione irrigua è stato erogato il 30% in più di acqua rispetto al 2022, anno preso come riferimento per l’emergenza idrica: “Il tavolo regionale ha cambiato le prospettive rispetto ai giorni precedenti. Al momento la disponibilità di acqua nei campi è nell’ordine del 30-35%“. Dagli invasi e dai laghi è stato assicurato un rilascio ancora per una settimana: “Abbiamo avuto la rassicurazione da parte degli assessori, in particolare dall’assessore Sertori, di maggiori rilasci di acqua dai laghi e dagli invasi, e questo potrebbe ampliare la finestra di irrigazione fino al 7-8 di agosto”.
Nonostante il deficit idrico del 50%, è stato comunque salvato il primo raccolto del mais, la cui trinciatura comincia proprio in questi giorni. Per il secondo raccolto, previsto per la fine di agosto, la situazione è decisamente più incerta. L’annata era partita con una contrazione delle semine del 5% e ora si parla di un calo di produzione nazionale attorno al 10%: un anno difficile per una delle colture principe del cremonese.
Aggiunge Cesare Soldi: “Se i primi raccolti sono al sicuro, i secondi rischiano invece di essere compromessi in questa fase. E non mi riferisco solo al mais, ma in alcuni casi anche al pomodoro. Tutto dipenderà dalla disponibilità effettiva di acqua nei campi, perché questo andrà a incidere sulla possibilità di trasportarla dal fosso direttamente sulla coltura, cosa non scontata quando le percentuali di acqua disponibile si riducono notevolmente”.