Cronaca

Estate rovente, il Fiume Po si riscalda: anche i pesci “boccheggiano”

Il fenomeno potrebbe essere legato all’ipossia, una drastica carenza di ossigeno nell’acqua. Un’emergenza che è strettamente connessa alle temperature elevate di questo periodo

Il servizio di CR1

Il caldo sempre più estremo e insopportabile di queste settimane rischia di causare gravi danni anche alla biodiversità locale.
Siamo a Isola Pescaroli, frazione del comune di San Daniele Po. Qui, da diversi giorni, osservando le acque del Grande Fiume, non è raro vedere interi banchi di pesci risalire in superficie a boccheggiare.

Il fenomeno potrebbe essere legato all’ipossia, termine che indica una drastica carenza di ossigeno nell’acqua. Un’emergenza che, tra i vari fattori, è strettamente connessa alle temperature elevate di queste settimane. A spiegarci cosa sta accadendo è il biologo e naturalista Riccardo Groppali.

“Si può parlare tranquillamente di ipossia – conferma Groppali -. I pesci vanno a galla e mandano nelle branchie l’acqua superficiale, che è più ossigenata. È un fenomeno combinato: contaminazione o minor diluizione di sostanza organica e temperature più elevate”.

“Se si tratta di cefali è una condizione abbastanza normale che in questa stagione boccheggino – aggiunge Davide Persico, docente di Paleobiologia all’Università di Parma e direttore scientifico del MUST -. Le alte temperature incentivano però il fenomeno così come la bassa portata del fiume, perché l’ossigeno in acqua scarseggia”.

In sintesi, l’acqua riscaldata oltre misura da questa estate torrida trattiene molto meno ossigeno. I pesci sono così costretti a salire negli strati più superficiali per cercare di respirare. Le sostanze inquinanti fanno il resto.

Un fenomeno estremo che, se prolungato nel tempo, rischia di trasformarsi in una vera e propria moria di pesci, mettendo a dura prova l’intero ecosistema del Po.

“Dipende da quanto dura la situazione di crisi – osserva Groppali -. Se il caldo continua e non piove ancora a lungo, molti muoiono sicuramente. Se invece arriva qualche pioggia che rimescola un po’ la situazione, no. Però è sicuramente un segnale d’allarme”.

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