Cronaca

A Cremona c’è chi non ha più un tetto sulla testa e non ha mai visto una notte così buia

Notte di lavoro per Vigili del Fuoco e forze dell'ordine. Ancora in ginocchio la città dopo la tromba d'aria di venerdì che non ha risparmiato nulla: tetti divelti, vetrate andate in frantumi, auto distrutte dalla grandine e centinaia di alberi secolari abbattuti come stuzzicadenti

Tetti scoperchiati a Cremona dopo la tromba d'aria con grandine di sabato
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La ferita è profonda e la ferocia della tempesta di venerdì ha lasciato sul campo una città devastata. Cremona non si è risvegliata sabato da un incubo, Cremona non è mai andata a dormire. Cremona ha continuato a lavorare, anche di notte, per rimettersi in piedi. Travolta da una furia meteo che non ha risparmiato nulla: tetti divelti, vetrate andate in frantumi, auto distrutte dalla grandine e centinaia di alberi secolari abbattuti come stuzzicadenti.

Le torri spezzate, di Cattedrale e Palazzo comunale: pezzi di storia cittadina, sbriciolati al suolo.  

Per la città non c’è stata alcuna tregua notturna. Il buio è stato squarciato senza sosta dai lampeggianti blu, dai mezzi dei Vigili del Fuoco. Rinforzi dai comandi vicini, operatori della Protezione Civile, forze dell’ordine e squadre del Comune hanno lavorato facendosi strada tra lamiere e alberi franati al suolo come in via del Giordano, per cercare di mettere in sicurezza le arterie principali come viale Trento e Trieste, liberare le strade bloccate e rispondere alle centinaia di chiamate di emergenza accumulate in un pomeriggio di follia.

Il panorama con cui la città si confronta è drammatico. Il centro storico e le periferie portano i segni evidenti di un disastro che pesa enormemente su famiglie, commercianti e sulle aziende del territorio. La conta delle perdite si preannuncia milionaria e la viabilità resta fortemente compromessa in diversi quartieri. Un miracolo che con quanto accaduto si siano registrati solo feriti, una quarantina. Di lacerata però c’è una città intera.

Non c’è spazio per le consolazioni di rito: la rabbia e lo sconforto per quanto perduto si mescolano al sudore di chi sta spazzando da oltre dodici ore. C’è chi non ha più un tetto sulla testa e a Cremona non ha mai visto una notte così buia.

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