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Con le taniche alla fontanella una famiglia con quattro figli Comitato: 'Il Comune blocchi i distacchi' E il Pd interroga

acqua

AGGIORNAMENTO – Ci sono pensionati al freddo e senza acqua. E famiglie con figli. Questa è la storia di due genitori e dei loro quattro bambini, il più piccolo di quattro anni – segnalata dal Comitato Acqua Pubblica. E’ una famiglia residente in città che dall’estate vive senza gas e dal 27 novembre senza acqua. Padre e madre hanno lavorato in modo precario per cooperative ed imprese che sono fallite: quindi hanno perso il lavoro e non sono ancora riusciti a trovarne uno nuovo. Non hanno una rete famigliare in grado di aiutarli e, bollette su bollette, hanno accumulato debiti di gas, luce e acqua, col tempo aggravati a causa delle spese di morosità.
In casa vivono con una stufetta a combustibile liquido che si compra al supermercato a 50 euro a fustino e che non dura molti giorni. Per fare una pasta devono andare a prendere l’acqua con le taniche alla fontanella vicino a casa. Quando scende il buio, solo due lampadine stanno accese, ma – è già arrivata la lettera – tra poco si spegneranno anche quelle. I muri della casa sono freddi e ammuffiti e la famiglia fatica a rispondere alle esigenze igienico-sanitarie come lo scarico del bagno, le pulizie personali e dell’ambiente. I figli più piccoli vanno a scuola e sono inseriti in un percorso post-scolastico gratuito del Comune. “Il problema va al di là del servizio assistenziale – dice il Comitato per l’Acqua Pubblica che ha sollevato la questione – Qui si sta parlando di diritti. Tra i casi che stiamo incontrando relativamente alle utenze tagliate non ci sono solo situazioni sommerse, ma spesso situazioni già note ai Servizi Sociali come quella della famiglia con quattro figli. Non stiamo dicendo che il Comune debba pagare le bollette a queste persone, ma che si prenda la responsabilità di fare pressioni sulle aziende affinché vengano riattaccate le utenze, almeno garantendo la portata minima, e predisponendo dei piani di rientro ad hoc”.
Il problema dei distacchi di acqua, luce e gas era stato rilevato dal Comitato in occasione di una conferenza stampa la scorsa settimana. “La situazione a Cremona – dice il Comitato -, anche a causa del freddo polare, si sta aggravando”. Le mosse del Comitato: chiedere a Aem e Comune di fornire i dati ufficiali dei distacchi e istituire (è stato appena attivato) un numero “SOS distacchi acqua” (3336191954).
“Ribadiamo – concludono – che il Comitato prospetta una soluzione politica (e il più trasversale possibile) del grave problema dei distacchi. Invitiamo il Sindaco e la giunta ad agire come già hanno fatto in altri comuni italiani. A Genova il 12 novembre scorso in consiglio comunale è stato approvato un ordine del giorno per bloccare i distacchi dell’acqua (vai al link), nonostante, come tutti gli altri comuni italiani, anche Genova abbia subito notevoli tagli ai finanziamenti negli ultimi anni. Si tratta di una scelta coraggiosa (e non l’unica in Italia in questo periodo di estrema crisi). Se l’acqua è un diritto, la diretta conseguenza è che il diritto alla somministrazione è necessario a soddisfare le più elementari esigenze di vita”.

IL PD DEPOSITA UN’INTERROGAZIONE

Il caso sollevato dal Comitato Acqua sui distacchi di utenze a pensionati e famiglie con figli fa discutere. Mentre un lettore scrive in redazione una lettera di indignazione (leggila), il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione sulla questione. “Nel corso di questo mese – scriva Maura Ruggeri, capogruppo in consiglio comunale del Pd – giungono sempre più frequenti segnalazioni che riguardano famiglie con figli minori ed a cui sarebbero state già chiuse le utenze di luce, gas ed acqua per l’impossibilità di far fronte al pagamento delle bollette. Con una interrogazione i consiglieri del gruppo PD chiedono che il tema venga portato con urgenza nella Commissione affari sociali per verificare l’effettiva consistenza del fenomeno e per condividere un piano di emergenza per i mesi invernali che possa vedere la collaborazione delle aziende interessate e di tutti i soggetti che si rendono disponibili per una campagna di solidarietà”.

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Commenti
  • SIAMO INDIGNATI! Rimaniamo increduli di fronte all’assenza di soluzioni amministrative e proviamo vergogna per fatti come questi che accadono in una Cremona che per tanti aspetti e, a ragione, si propone come Città della cultura.

  • Lara

    Pazzesco, più che la bella addormentata sembra la brutta addormentata su Po! Ma come è possibile che tutti questi anni di arraffa arraffa non ci sia neanche più la volontà di attaccare l’acqua a una famiglia senza lavoro

  • p.

    trovo scandaloso che in una situazione di crisi sempre più pesante, non si vogliano prendere posizioni chiare, determinate e coraggiose, che guardino all’interesse di chi si trova in difficoltà (che con il passare dei giorni aumenteranno sempre di più), senza nascondersi dietro un dito. non si tratta di elemosina, ma di volontà!!! a questo dovrebbero servire gli amministratori, a garantire la vita quantomeno dignitosa dei proprio cittadini, visto che ormai si tratta di sopravvivenza.
    senza aprire il capitolo delle aziende privatizzate, che guardano solo al proprio profitto…

  • x

    Ma che richieste! Insorgere contro la fuffa della politica!!!

    • Ale

      Grande, ci guidi tu nella Rivoluzione?

  • Francesca

    Mi sembra chiaro che il Comune non ha più alcun controllo nei confronti delle decisioni di AEM.

  • Il Giò

    Mi piacerebbe leggere che qualche politico (del comune, provincia, regione) offrisse la bolletta della luce/acqua/gas almeno per un mese…

  • elia sciacca

    E mentre i dirigenti vengono super pagati con i soldi pubblici, nell’indifferenza generali non si ha il coraggio di diminuire questi stipendi esagerati per fare un fondo da usare in questi casi.
    Consiglio agli interessati di andare in qualche chiesa riscaldata e si accampino sino a quando non gli riaprono acqua luce gas, imparino dai bisognosi meridionali.