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Il presidente Conter:
'Lgh non è decotta, ma
deve pensare al suo futuro'

Secondo il presidente di Lgh intervenuto nella Vigilanza del 2 dicembre, l'aggregazione porterà pochi soldi nelle casse del Comune a causa della situazione finanziaria e debitoria sia di Lgh che dell'azionista Aem.
La commissione Vigilanza del 2 dicembre scorso. Da sinistra: Criscuolo, Mazzini, Conter, Ventura

AGGIORNAMENTO – Precisazione di Lgh, ufficio relazioni esterne, in merito alle affermazioni che Marcello Ventura, presidente della commissione Vigilanza, attribuisce a Franco Mazzini, amministratore delegato della holding. “Contrariamente a quanto affermato dal consigliere Ventura, Mazzini non ha mai pronunciato la frase ‘A2A sul mercato lavora meglio di Lgh’”, si legge in una nota. Ventura, invece, in un comunicato stampa sull’esito della riunione, oltre ad attribuire la frase a Mazzini commentava: “Ma come un amministratore delegato che dice che un’altra azienda lavora meglio della sua? E’ una vergogna, nel privato non avrebbe fatto in tempo a finire la frase. Ma ci rendiamo conto della gravità?”.

In quella stessa riunione di commissione – riferisce ancora Ventura – “il presidente di Lgh Alessandro Conter ha detto di ritenere che l’iniziativa sia saldamente nelle mani dei soci che stanno procedendo speditamente verso una decisione. Questo non significa che Lgh è un gruppo che è decotto ma sicuramente deve tenere alta l’attenzione in funzione sia delle risultanze presunte di bilancio del 2015 che delle mutate situazioni di mercato. Oggi non si può rimanere fermi, come è successo negli ultimi tempi e questo non per colpa del Cda. Le turbolenze subite da Lgh attraverso la politica sia in ordine alle elezioni di Pavia e Cremona, la caduta di Rovato e di conseguenza avvicendamenti tra presidenti di patrimoniali e consiglieri di Lgh ne hanno decretato innumerevoli stop ai box in attesa di linee guida che in passato mai sono arrivate”.

Sempre secondo quanto riporta Ventura, Conter ha poi spiegato che “l’indebitamento oggi di Lgh per 258 milioni è frutto dei conferimenti delle patrimoniali nel 2006 e 2010, indebitamento che peraltro nel 2011 era 293 ml. Lo stesso condiziona la crescita, poiché vi sono vincoli imposti da emissione bond da 300 milioni e finanziamento BEI  che ci obbligano a rimanere in un rapporto di 4,5 tra Ebitda e posizione finanziaria netta”. “Aem – ha proseguito Conter – è pesantemente indebitata, per 110 milioni, di cui circa 30 con Lgh. Un problema che, oltre a condizionare l’operatività futura di Aem, la ‘obbliga’ all’operazione A2A per poter fare provvista di liquidità.
Questo significa che saranno ben pochi i denari che finiranno nelle casse del Comune di Cremona ed una cospicua parte andranno a ristoro dei debiti di Aem verso banche e fornitori (tra cui Lgh). Questo è un problema che a mio parere si è stratificato nel corso almeno di un 15/20 anni addietro”.

Il presidente della holding non ha eluso neanche i riferimenti al termovalorizzatore, la cui sorte non è ancora stata messa nero su bianco, anche se una sua chiusura appare economicamente molto difficile. “Tecnicamente – ha detto – sta in pancia ad ex Aem Gestioni e quindi è di proprietà di Lgh e in subordine di tutti i soci di Lgh.
Ai sensi dei patti sociali vigenti avrebbe dovuto essere trasferito in capo a “Linea ambiente” società di business con sede a Rovato, ma Cremona si è sempre opposta contravvenendo a quanto pattuito. Ciò detto la progressiva dismissione, di un bene che non è di Cremona, comporterebbe un onere a carico di Lgh di Euro 38/40 milioni”.

“Questo – incalza Ventura –  è una parte di quanto detto dal Presidente che dimostra innanzitutto come i problemi di Aem non sono da imputare solo alla precedente amministrazione così come Manzi, Siboni ed il Sindaco vogliono far credere nella loro trasparenza e così come dimostra che l’operazione del termovalorizzatore era un giochino dell’assessore Manfredini fatto tanto per mantenere la promessa elettorale. C’è poi tutto l’aspetto della tutela occupazionale, visto che tra i documenti allegati all’offerta vincolante si parla anche di ristrutturazione aziendale. Anche il consigliere di maggioranza Schifano è preoccupato per i dipendenti come detto nell’ultima commissione di vigilanza.

 

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