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Camera di commercio verso
Mantova, richiesta sede a
Cremona per cinque anni

Via libera al presidente Giandomenico Auricchio a trattare con Mantova per l'accorpamento delle Camere di Commercio delle due province. Questo, in sintesi, il risultato della riunione di ieri pomeriggio del consiglio camerale allargato ai rappresentanti delle categorie economiche provinciali.

Via libera al presidente Giandomenico Auricchio a trattare con Mantova per l’accorpamento delle Camere di Commercio delle due province. Questo, in sintesi, il risultato della riunione di ieri pomeriggio del consiglio  camerale allargato ai rappresentanti delle categorie economiche  provinciali. Nel corso dell’incontro è stata anche definitivamente  abbandonata la trattativa per una aggregazione con Pavia in quanto  sarebbero emerse alcune criticità riguardanti il nostro territorio. Dunque non resta che passare ad ulteriori confronti con Mantova valutando la possibilità di mantenere – almeno per i primi cinque anni – la sede cremonese magari rinunciando anche alla presidenza del nuovo istituto camerale. D’altra parte, come ha anche confermato la Regione con il suo progetto sugli 8 cantoni della  Lombardia, l’alleanza con Mantova sembra la sola a poter stare in piedi, come hanno confermato i nuovi confini territoriali delle Asl, il progetto di area vasta (nonostante l’estemporanea alleanza firmata da Vezzini con Brescia e Bergamo), i nuovi assetti sindacali (la Cisl che  ha scelto l’asse del Po e la Uil che guarda da tempo al mantovano) e di altre associazioni di categoria. Tra l’altro l’unione Mantova-Cremona  porterà il territorio ad essere la punta di diamante dell’agroalimentare  italiano.

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