Un commento

Dieci sindaci contro lo smog
Firmato il protocollo, ma
c'è il problema controlli

Condivise azioni comuni (incluso Castelvetro piacentino) sia per affrontare le emergenze, sia per misure strutturali. Ma sulla possibilità di controllare i veicoli restano molte perplessità da parte dei sindaci dei comuni minori.

Firmato oggi in sala Giunta il protocollo contro lo smog proposto dall’amministrazione comunale di Cremona ai sindaci della cerchia. Un testo che impegna tutti – nei limiti del possibile – a perseguire azioni comuni per arginare il superamento delle pm10 quando i valori superano la soglia per oltre 10 giorni consecutivi, ma anche misure strutturali, fatte soprattutto di sensibilizzazione della cittadinanza. la firma è stata apposta dai sindaci Gianluca Galimberti (Cremona), Oreste Bini (Bonemerse), Davide Viola (Gadesco Pieve Delmona), Carla Cribiù (Malagnino), Fabrizio Superti (Persico Dosimo), Roberto Lazzari (Spinadesco), Luca Giovanni Quintavalla (Castelvetro Piacentino) e dalla vice sindaco Francesca Maria Viccardi in rappresentanza del sindaco Carlo Vezzini (Sesto ed Uniti). Assenti per precedenti impegni, ma sottoscrittori del documento anche i sindaci Michel Marchi (Gerre de’ Caprioli) e Graziella Locci (Castelverde). Un’iniziativa unitaria, dunque, scaturita dal confronto tra amministratori che è avvenuto negli ultimi mesi e mirata a definire interventi coordinati a tutela della qualità dell’aria. Per i dettagli tecnici il Protocollo è stato condiviso a suo tempo con Regione Lombardia, ARPA e Provincia.

“Il comune capoluogo – ha commentato il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti – ha la responsabilità di coordinamento su progetti e questioni importanti. Una responsabilità che abbiamo portato avanti a pieno sul tema dello smog e che stiamo portando avanti anche su altri temi. Il 16 febbraio, infatti, saremo ancora insieme ai sindaci dei Comuni vicini al capoluogo per costruire progettualità condivise e diffuse che possano attrezzare il territorio degli strumenti necessari per affrontare la fase di trasformazione in atto. Crediamo infatti che una gestione integrata dei servizi pubblici locali e dei molteplici interventi di sviluppo, la condivisione, la programmazione e la realizzazione dei servizi in rete, possano contribuire alla definizione di una vera e propria pianificazione strategica a servizio dei cittadini e per lo sviluppo delle comunità locali. Importante è la presenza nel protocollo sullo smog del Comune di Castelvetro Piacentino perché Cremona ha un’altra missione che è quella di unire le due sponde del Po”.

Uno degli obiettivi dell’accordo è allargare l’area di intervento in modo che gli effetti dei provvedimenti raggiungano una estensione maggiore. Come noto, l’inquinamento dell’aria non è un fenomeno puntuale, pertanto le azioni per contrastarlo sono più efficaci se applicate su un’area vasta. Nel complesso le azioni previste nel Protocollo operano su due fronti, il primo per ridurre l’immissione degli inquinanti nei periodi critici, il secondo nell’adozione di misure strutturali che danno benefici nel tempo.

Nel Protocollo sono previste misure aggiuntive rispetto a quelle stabilite dal Piano regionale di risanamento dell’aria in vigore fino 15 aprile. In particolare, in caso di superamento della soglia giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo di PM10 per la durata di 10 giorni consecutivi, estensione del fermo della circolazione anche al sabato e giorni festivi, sempre dalle ore 7.30 alle 19.30 includendo i veicoli privati euro 3 diesel, non dotati di sistemi di riduzione della massa di particolato allo scarico. Tra le altre misure, la limitazione del riscaldamento sia negli edifici pubblici che privati, nonché l’invito agli esercizi commerciali a non fare uso di dispositivi che, per favorire l’ingresso del pubblico, consentono di mantenere aperti gli accessi verso i locali.

Il Protocollo prevede anche una serie di misure strutturali sulle quali investire tra le quali l’implementazione delle campagne di controllo delle caldaie, l’organizzazione di future campagne di controllo dedicate agli impianti a biomassa legnosa, l’applicazione di sistemi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati, l’adozione di programmi di mobilità sostenibile, l’attuazione di azioni mirate all’efficienza ed alla sostenibilità ambientale del trasporto pubblico locale e l’attuazione di idonee politiche in materia di parcheggio dei veicoli, volte a promuovere l’uso del mezzo pubblico e l’attivazione su Cremona del progetto “Ecopatente”, in collaborazione con le autoscuole.

“Una cosa non ci stanchiamo di chiedere alla Regione – ha concluso il sindaco Galimberti – E’ necessario e urgente sostituire i treni diesel che gravitano ancora sul nostro territorio. Questa è una richiesta che non facciamo da soli, ma insieme perché è questione territoriale non più rimandabile”.

Resta aperta però la questione controlli. nessuno dei sindaci presenti si fa illusioni: controllare – ad esempio –  i veicoli Euro 3 diesel sarà praticamente impossibile, considerato l’unico vigile a disposizione in comuni come Bonemerse o Malagnino, e solo per poche ore al giorno. Una delle situazioni più complicate si ha poi a Persico Dosimo, attraversato, nelle sue varie frazioni, da quattro strade provinciali e da un’autostrada. Difficile per un sindaco far valere il divieto di circolazione ai propri residenti quando poi sull’A21 transita di tutto.

Il protocollo, che come già visto per il Contratto di Fiume, vede la significativa presenza del Comune di Castelvetro piacentino, ha comunque un valore soprattutto di sensibilizzazione sui temi ambientali. Nei comuni di campagna, ancora più che nel capoluogo, è sentito come pressante il problema delle emissioni dai camini domestici: “Il problema non è soltanto la legna – afferma il sindaco di Bonemerse Oreste Bini – ma quali altri materiali la gente butta dentro il camino. Purtroppo a volte viene usato come inceneritore”. Sul tema educativo, soprattutto, saranno impegnati i sindaci del circondario, più ancora che sul quasi impossibile controllo degli automezzi. A Malagnino ad esempio il sindaco Carla Caribù ha promosso la distribuzione di un questionario che chiederà ai residenti quanti camini si posseggono, come vengono usati, quanti veicoli si hanno a disposizione in famiglia e così via. Almeno un inizio, per arrivare a capirci di più su come arginare lo smog.

g.biagi

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Commenti
  • Orlando Brambilla

    Il sindaco del capoluogo e tutti gli altri sindaci, potrebbero anche andare nella sede di trenord a chiedere con forza la rimozione dei treni a diesel invece di mandare lettere alle quali i dirigenti fanno spallucce. Forse non han capito che a Trenord non interessa il territorio cremonese? I treni nuovi vanno sulle tratta milanesi fino ai laghi o Varese. Se ne sono accorti o bisogna portare loro i dati di Trenord? Anzi basterebbe vedere il tg regionale ogni tanto per sentirlo. Sindaco si dia una mossa di una vera azione forte. Il problema inquinamento poi non è solo riguardo le auto, ma credo che la più grande forza ambientalista della città possa dare un contributo maggiore, che invece non si è sentito da nessuna parte. Magari non hanno stilato ancora il rapporto ambientale in tempi brevi..