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Calcio, i numeri: 115 imputati,
117 parti offese. Paoloni non
patteggia, Conte: 'Fate presto'

Questi i grandi numeri del maxiprocesso sul calcio scommesse che si celebra in tribunale a Cremona in tre aule collegate in videoconferenza. 15 le richieste di patteggiamento, 30 le richieste di spostamento del processo per incompetenza territoriale.
Foto Sessa (a sinistra gli avvocati di Conte, a destra Marco Paoloni e il suo legale Luca Curatti)

di Sara Pizzorni

115 gli imputati fra calciatori, dirigenti di squadre di calcio di A, B e Lega Pro, 117 le parti offese che hanno chiesto di potersi costituire parte civile, quasi 200 gli avvocati. Questi i grandi numeri del maxiprocesso sul calcio scommesse che si celebra in tribunale a Cremona in tre aule collegate in videoconferenza.

Oggi, prima udienza preliminare davanti al giudice Pierpaolo Beluzzi e al pm Roberto di Martino. 15 le richieste di patteggiamento avanzate dai legali di alcuni imputati, come il dentista marchigiano di Sirolo Marco Pirani, l’ex centrocampista del Pescara e del Lanciano Ivan Tisci e l’ex giocatore dell’Ascoli Vittorio Micolucci. Una trentina, invece, le richieste di spostamento del processo per incompetenza territoriale. Qualcuno ha anche contestato le spese per accedere agli atti e la mancanza di presupposti per la teleconferenza, chiedendo un’unica aula che possa contenere tutti.

In un tribunale blindato da forze dell’ordine, oggi la passerella dei big del mondo del calcio non c’è stata. C’era l’ex portiere della Cremonese e del Benevento Marco Paoloni, assistito dall’avvocato Luca Curatti. E’ proprio da Paoloni che ha preso il via l’inchiesta che ha scosso il mondo del calcio, un’inchiesta partita proprio dal presunto avvelenamento con benzodiazepine versato nelle borracce dei giocatori della Cremonese durante l’intervallo di Cremonese-Paganese di prima divisione del 14 novembre del 2010. “A distanza di cinque anni sono ottimista e guardo avanti”‘, ha detto Paoloni. “Non vedevo l’ora che iniziasse questo processo per poter dire la mia. Certo non sono il mostro che è stato descritto. La mia figura è stata collocata male, mi sono trovato in una situazione più grande di me, ma non ho mai venduto partite, né ho avvelenato i miei compagni”.  Il suo legale ha aggiunto che non ci saranno richieste di patteggiamento. “Sarà affrontato il procedimento nel quale il mio assistito potrà difendersi”. Attualmente Marco Paoloni allena bambini a livello di volontariato, ma vorrebbe tornare a giocare.

Oltre a Paoloni, erano presenti Marco Turati, difensore del Lecco, e Claudio Furlan, portiere del Portogruaro. Tra gli imputati presenti, anche Giuseppe Padula, ex team manager del Legnano e l’ungherese Laszlo Strasser, ex giocatore molto conosciuto in patria dove ha militato in tre società di serie A.

Non si sono invece presentati i personaggi più noti: il capitano della Lazio Stefano Mauri (il sui avvocato Melandri: “Mauri è sereno, gioca e pure bene”), l’allenatore dell’Udinese Stefano Colantuono, gli ex calciatori Giuseppe Signori e Cristiano Doni, Sergio Pellissier, capitano e bandiera del Chievo Verona e Massimo Mezzaroma, ex presidente del Siena.

Assente anche Antonio Conte, commissario tecnico della Nazionale: è accusato di frode sportiva. Nel mirino c’è il suo comportamento durante Albinoleffe-Siena, quando l’allenatore, rappresentato dagli avvocati Francesco Arata e Leonardo Cammarata, sedeva sulla panchina toscana. “E’ necessario uscire al più presto dall’inchiesta prima di arrivare agli Europei”, ha commentato l’avvocato Arata, che ha annunciato l’intenzione di chiedere il rito abbreviato.

Tra gli imputati c’è anche Stefano Bettarini, ex calciatore e personaggio televisivo. Non era stato possibile in precedenza notificargli la richiesta in quanto si trovava a Miami, dove lavora come agente immobiliare, ed è stato necessario integrare i capi d’imputazione alla luce, soprattutto, delle accuse del capo degli “zingari” Ilievski che ha raccontato di aver dato a Bettarini 60mila euro in relazione a una partita del Siena, dicendo che per quanto ne sapeva, l’ex calciatore agiva per conto del presidente Mezzaroma.

La Federazione Italiana Gioco Calcio ha chiesto la costituzione di parte civile contro tutti gli imputati, salvo l’allenatore della Nazionale Antonio Conte, il suo secondo quando era tecnico del Siena Angelo Alessio e nei confronti dell’attuale allenatore dell’Udinese, prima all’Atalanta, Stefano Colantuono (contro quest’ultimo nemmeno la società orobica si schiererà parte civile). A quanto si è saputo, la ragione della mancata costituzione sarebbe di natura tecnica, connessa al procedimento davanti alla giustizia sportiva. Altra parte offesa, la Lega B che, con l’avvocato Guido Camera intende costituirsi parte civile solo contro gli imputati per associazione a delinquere. C’è poi l’Atalanta contro l’ex capitano Cristiano Doni e contro il calciatore Guido Marilungo, accusato di frode sportiva. Hanno chiesto di essere parte civile anche l’Asso-consum, associazione per la difesa dei consumatori, degli utenti e dei cittadini rappresentata dall’avvocato Daria Colica, e altre associazione di tutela e passione per lo sport, compreso un gruppo denominato “Amici di Giovanni e Umberto Agnelli”.

L’udienza è stata aggiornata al prossimo 7 marzo.

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