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Maroni a Cremona:
promesso finanziamento
per il cancer center

foto Sessa

Il presidente della regione Roberto Maroni a Cremona oggi, per incontrare il mondo imprenditoriale, fare tappa all’ospedale per il cantiere del Cancer Center e infine incontrare gli amministratori locali alla sede territoriale dello Ster. Accompagnato dal consigliere regionale Carlo Malvezzi e dal direttore generale del Maggiore Camillo Rossi, Maroni ha potuto vedere in anteprima quello che da fine anno diventerà il primo nucleo del Centro Oncologico cremonese, in corso di ristrutturazione al quarto piano dell’ospedale. Il 10% del progetto (750mila euro) è stato raccolto grazie al Global Grant dei Rotary del territorio (in particolare: Rotary Club Pandino Visconteo, Rotaract terre Cremasche, Rotary Soncino, gli altri club del cremonese) alla cui rappresentante è andato il plauso del governatore che ha sottolineato come lo spirito della legge di riforma della sanità sia proprio quello della collaborazione pubblico privato. Dovrà però arrivare dalla Regione restante 90% dei finanziamenti per realizzare il Cancer Center, che raggrupperà in un unico comparto tutti i reparti che si occupano di oncologia, dalla prevenzione alla radioterapia, in un ambiente il più accogliente possibile. Maroni ha promesso di tenere in considerazione la richiesta, già inoltrata all’assessorato da parte della direzione ospedaliera.

REFERENDUM AUTONOMIA – C’è stato anche un breve spazio per allargare lo sguardo su altri argomenti. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Maroni ha parlato del referendum sull’autonomia lombarda, che il governatore vorrebbe utilizzare nella partita aperta con lo Stato centrale, tendendo in prospettiva alla costituzione di una sorta di regione a statuto speciale. La data non è ancora stata fissata e c’è chi ha contestato l’inutilità e  lo spreco di risorse del referendum. Maroni non si è scomposto: “Può costare anche molto meno di quello che abbiamo messo a bilancio. Intanto parto dal principio che ascoltare il popolo non sono mai soldi sprecati. E poi possiamo risparmiare 20 milioni di euro di spesa corrente, quella di maggior qualità, facendo una cosa molto semplice, accorpando le due date di elezioni amministrative e referendum”. Proposta successivamente gelata dal senatore dem Luciano Pizzetti allo Ster di via Dante nell’incontro tra Maroni e una platea di sindaci tra cui il presidente della Provincia Vezzini: “Non c’è relazione tra elezioni referendum: le prime sono amministrative il secondo è squisitamente politico”.

“L’eliminazione delle Province fatta dalla legge Delrio ci induce comunque a ripensare il sistema” ha poi detto Maroni a proposito del dibattito sul ridisegno del territorio e delle funzioni delle ex Province. “L’ambizione che ho è quella di semplificare la vita ai cittadini e ridurre i costi. Oggi c’è una serie innumerevole di enti che rendono eccessivamente costosa la gestione del territorio e complicano la vita ai cittadini: anche per una semplice autorizzazione o ampliamento dell’impresa a volte si devono chiedere 10 – 15 via libera. Noi la riforma del sistema la vogliamo fare comunque vada il referendum costituzionale. Abbiamo cominciato con l’idea delle 8 Ats, prendendo l’iniziativa e  anticipando sia il referendum che la legge nazionale”.

Infine, una battuta su Salvini: “Lui? E’ giovane, investe sul futuro. Io mi limito a fare il presidente della Regione Lombardia”.

L’INCONTRO CON I SINDACI -Alle 18,30 Maroni si è spostato in via Dante, dove ha sede la rappresentanze locale della Regione. Qui si è parlato soprattutto di riforme e di nuove ripartizioni territoriali, con la nota ambizione autonomista di Crema. “Il Cremasco – ha detto il primo cittadino Stefania Bonaldi –  si è costituito in un’area omogenea cremasca, non solo per mettere insieme funzioni ma per realizzare un vero e proprio passaggio identitario. Qui si produce il 60 per cento della cosmesi mondiale. Noi vogliamo che l’area omogenea sia destinataria di funzioni e risorse, ma se questo non succede io le dico, presidente, che il nostro territorio guarda verso Milano”.

Il sindaco di Cremona Galimberti ha avuto parole di apprezzamento per i passi che la regione sta compiendo nel ridisegno delle autonomie locali:  “Il documento della Regione sul riordino territoriale è buono, perché in esso è valorizzato il ruolo dei comuni. Stiamo elaborando nuove progettualità con altri comuni, per esempio Mantova sul trasporto pubblico locale ma anche in tema di cultura”. Sottolineato poi che il tema del residuo fiscale è oggettivamente un problema.

Anche il presidente della Provincia Carlo Vezzini ha detto che “Il documento di Regione Lombardia è una buona base di partenza. Lancio la possibilità di istituire un tavolo Cremona-Mantova e pongo l’attenzione a due temi: soluzione al problema del trasporto scolastico per disabili. E quello dell’autostrada Cremona-Mantova che va sbloccata”.

“Considero il documento di Regione Lombardia un buon documento – ha aggiunto Luciano Pizzetti -.  La riforma costituzionale è un’occasione straordinaria per resettare la vecchia architettura della Repubblica. Anche la riforma della pubblica amministrazione è una grande occasione, le due cose vanno viste insieme. Il principio è quello dell’unità nella diversità secondo principi della adeguatezza con costi standard. La Repubblica nella legge di riforma non è più sinonimo di Stato ma considerata su tre livelli: Stato, Regione e Comuni. Posso garantire che non ci sottrarremo al confronto con i territori. A me interessa che questa riorganizzazione che si va immaginando possa essere condivisa con le realtà territoriali”. Pizzetti ha poi ribadito la distinzione tra area vasta e area omogenea. “Queste ultime non saranno mai entità amministrative a meno che non si costituiscano in grandi unioni di comuni”.
E sul referendum regionale sull’autonomia: “E’ cosa a sé rispetto alle riforme. È una forma di espressione politica, proprio per questo non ci siamo opposti alla Corte costituzionale quando la Regione Lombardia ha deciso di istituirlo. Ma, in quanto atto politico, non ritengo possa essere abbinato ad altre consultazioni nazionali”.

g.biagi

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