Ultim'ora
Commenta

E' ancora un giallo
l'incendio che ha distrutto
il capannone sequestrato

Il capannone distrutto (foto Sessa)

Il rapporto dei vigili del fuoco non è ancora completato e da quanto si apprende non è ancora chiaro se l’incendio che ha distrutto un capannone sotto sequestro, che custodiva anche materiale cartaceo di una ditta di trasporto di materiale inerte, sia effettivamente di origine dolosa. Le valutazioni del personale del 115 non sono finite. Al termine, confluiranno in un resoconto che finirà sui tavoli degli investigatori della Questura. Sono loro, infatti, che stanno conducendo le indagini sulla vicenda. Il caso, comunque, interessa anche la guardia di finanza, considerato che a febbraio erano stati proprio i militari di via Zara ad aver proceduto alla contestazione del mancato pagamento del canone annuale per circa 100mila euro e al sequestro del capannone e di terreni golenali circostanti, nella zona del porto, per occupazione abusiva con macchinari e strumentazioni varie.

Al momento, quindi, si deve ancora parlare di sospetti per quanto riguarda la natura dell’incendio. Le due taniche vuote trovate sul posto tengono in piedi la pista delle fiamme dolose. “In questa fase non si può escludere l’azione volontaria di qualcuno”, spiegano in Questura. Le motivazioni? Forse qualcosa tra quelle carte doveva sparire? Troppo presto per fare ipotesi. Necessario attendere che il rapporto dei vigili del fuoco giunga negli uffici della polizia. Anche perché, per ora, non viene scartata nemmeno l’ipotesi dell’incidente. Di che tipo? Ancora una volta troppo presto per fare ipotesi. I contorni si faranno più chiari solo nelle prossime ore.

Michele Ferro

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti