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Continua il dibattito sull'uso
dei proventi delle multe,
Burgazzi replica a Manzi

Continua il dibattito tra il segretario cittadino della Lega, Pietro Burgazzi, e l’assessore comunale Maurizio Manzi, sull’utilizzo dei proventi delle sanzioni per dare un contributo al rifugio del cane. Dopo la puntualizzazione dell’assessore, infatti, arriva la replica del leader del Carroccio, secondo cui l’interpretazione della Corte dei Conti del Lazio – che secondo Manzi prevedeva di utilizzare i proventi delle multi per coprire “gli oneri iscritti a bilancio relativi alla custodia e alla vigilanza dei cani randagi, intesi questi quali potenziali ostacoli alla sicurezza stradale” – non fa altro che rafforzare la sua convinzione sull’uso improprio dei proventi.

“La Corte infatti si è espressa – su richiesta del conune di Colonna – sulla possibilità di utilizzare detti proventi per contrastare il fenomeno del randagismo ritenendo che i cani senza custodia possano creare serie situazioni di pericolo per la sicurezza stradale. Nelle motivazioni si fa in più punti riferimento alla cattura e alla custodia, non prevedibile ne preventivabile, di cani randagi. Il comune di Cremona destina invece 153.000 euro derivanti dalle sanzioni a titolo di ‘contributo per il rifugio del cane; si tratta quindi di trasferimenti correnti a istituzioni sociali private. In buona sostanza li usa per rispettare gli impegni derivanti da un contratto e inerenti alla gestione di cani già presenti nella struttura, non randagi, e quindi di nessun pericolo per la circozione stradale”.

Per di più, molti ospiti del canile “non sono neppure stati trovati sul territorio cremonese, ma arrivano da altri comuni convenzionati, e di quelli cremonesi pochissimi sono giunti al canile dopo la cattura da parte di accalappiacani. La maggior parte provengono direttamente da proprietari che, per vari motivi, non possono più farsi carico degli animali”. Dunque, in questa luce cade, secondo Burgazzi, la teoria secondo cui i soldi dati al canile risulterebbero utili alla sicurezza stradale.

“L’Assessore Manzi per confutare questa affermazione potrebbe rendere noto il numero dei cani catturati da  accalappiacani sul nostro tertitorio nel triennio passato” continua Burgazzi. “Sospettiamo che vi sia un utilizzo disinvolto dei proventi sanzionatori, che alcune voci generiche racchiudano azioni non consentite, come il pagamento di stipendi (ammesso in casi ben circostanziati solo per personale della polizia locale) o il pagamento delle utenze. I maggiori dubbi sono legati ad alcune destinazioni indicate nella nota integrativa al bilancio e non sufficientemente dettagliate per capirne l’utilizzo completo”.

Burgazzi si rivolge quindi direttamente all’assessore, chiedendogli lumi in merito a quali sono le destinazioni specifiche dei proventi delle multe che si leggono sotto la voce ‘Erogazione all’Aem per servizio segnaletica stradale: altre spese per contratti di servizio pubblico’ o sotto la voce ‘Servizio varchi elettronici e impianti semaforici: altre spese per contratti di servizio pubblico’. “Destinazioni che ammontano a 1.052.000 euro” evidenvia Burgazzi. “L’assessore specifichi che sotto queste voci non si trasferiscano risorse utilizzate anche per gli stipendi agli addetti di servizi, o il pagamento delle utenze semaforiche. Cose che, a nostro parere, non sono assolutamente ammesse. L’assessore ci tranquillizzi anche in merito ai 420.000 euro derivanti dalle sanzioni e destinati al ‘Contratto di servizio manutenzione strade: altre spese per contratti di servizio pubblico’; vogliamo essere certi che in questa voce vengano finanziate solo opere, cosa amnessa e non spese di personale, cosa non ammessa”.

“I cittadini, dalle cui tasche è direttamente uscito questo denaro, a volte prelevato con metodi alquanto discutibili come il rilevatore di velocità di via Persico, si aspettano rassicurazioni sul fatto che queste risorse vengano utilizzate per finanziare nuove opere migliorative della mobilità e non spese ricorrenti che dovrebbero trovare ben altra fonte di sovvenzione”.

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