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Autosilo Marconi, ancora
molte criticità: difficile
raggiungerlo e costi alti

Cinque anni fa, il 18 aprile 2011, veniva inaugurato il parcheggio sotterraneo di piazza Marconi, l’unico autosilo in centro città. Cinque anni fa veniva restituita alla città un’area sottratta ai cremonesi per nove lunghi anni: un periodo interminabile fatto di un buco enorme, cantieri archeologici infiniti, disagi e una immagine non certo edificante della città. Nel video, la storia del parcheggio.

Per quasi quarant’anni si è discusso della possibilità di realizzare un parcheggio interrato in piazza Marconi. Purtroppo quando l’idea venne a maturazione si sbagliarono studi storici, calcoli, previsioni, fattibilità economica e molto altro. Fu un disastro. Spese enormi per il Comune, per Saba (che avrà modo di rifarsi per la lunga convenzione ultratrentennale), per molte attività economiche della zona costrette a chiudere l’attività.

La prima giunta Bodini ha voluto a tutti i costi l’autosilo con una testardaggine che forse andava indirizzata su altri temi. Ma si è passati alla seconda giunta dell’ex primario, poi a quella di Corada e finalmente a quella di Oreste Perri per mettere fine allo scandalo di quella voragine in pieno centro che è rimasta aperta per nove lunghissimi anni.

A distanza di cinque anni dall’inaugurazione si ha la conferma che quell’autosilo presenta molte criticità, anche se il suo utilizzo è senza dubbio migliorato rispetto ai primi mesi assai deludenti, raggiungendo oggi un 60% di utilizzo dei posti auto nelle ore diurne, con solo una cinquantina di auto parcheggiate di notte e trenta abbonamenti annui. A tenere lontano gli automobilisti dall’autosilo c’è senza dubbio il prezzo: fermarsi per poco più di due ore – questa è la media – per fare acquisti in centro porta ad un esborso vicino ai 5 euro, che in tempi di crisi è senz’altro molto alta.

Poi la difficoltà nell’arrivare all’autosilo da fuori città: da porta Venezia e quindi dall’autostrada è praticamente impossibile se non attraverso giri nelle zone storiche poiché la chiusura completa della Ztl impedisce anche il transito sulla direttrice via Manzoni-piazza Roma -Via Cavour- via Verdi- Monteverdi-piazza Marconi.

E’ stato inoltre rilevato che solo il 30% delle auto accede in questa zona per parcheggiare nell’autosilo mentre la restante parte si divide tra sosta a raso e transito per raggiungere l’abitazione o le attività commerciali. E poi l’uscita dal parcheggio per l’esterno di Cremona attraverso via Belfuso e via Bellarocca dopo l’istituzione del divieto di transito in via Tibaldi. Vie strette in cui il traffico fatica a muoversi, disturbando comunque i residenti. Via Bellarocca è, tra le tre strade, quella che sopporta il maggior numero di auto in transito, il 46%; segue via Belfuso con il 35%, ultima via Tibaldi con il 19%.

 

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