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Le difese: 'Mauri non è il
regista delle scommesse,
Ilievski non è credibile'

“Mauri ha scontato l'amicizia con Zamperini”. Lo hanno detto gli avvocati dell'ex capitano della Lazio. Sul selfie tra Ilievski e il biancoceleste: "Foto feticcio, nessuno l'ha vista". L'avvocato Curatti rinuncia alla difesa Gegic: Incompatibile con la posizione di Ilievski.
Da sinistra, gli avvocati Melandri, Buceti, Curatti e Spampinato

Continuano le arringhe dei difensori degli imputati per i quali il pm Roberto di Martino ha chiesto il rinvio a giudizio nel maxi processo sul calcio scommesse. Oggi, decima udienza, sono intervenuti i legali dell’ex capitano della Lazio Stefano Mauri, dell’ex calciatore di Vicenza e Chiasso Almir Gegic, ritenuto tra i capi del gruppo degli scommettitori degli ‘zingari’, dei fratelli Federico e Michele Cossato, del Chievo, dell’ex portiere del Novara Alberto Fontana, dell’ex portiere del Siena Ferdinando Coppola, del camionista Vittorio Gatti, considerato uomo di fiducia degli ‘Zingari’, e dell’ex giocatore del Lecce Giuseppe Vives.

“Mauri non è il regista del calcio scommesse, ha solo scontato l’amicizia con Zamperini”. Questo quanto sostengono gli avvocati Matteo Melandri ed Amilcare Buceti, legali di Stefano Mauri, ex capitano della Lazio. Davanti al giudice Pierpaolo Beluzzi, l’avvocato Melandri si è occupato di smontare l’accusa di associazione per delinquere, mentre il collega ha trattato il reato di illecito sportivo. “Tutta questa certezza sull’ipotesi accusatoria della procura è carente”, ha spiegato Melandri. Per quanto riguarda invece i presunti illeciti sulle partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, “Mauri non ha contribuito a manipolare nulla, non è il regista di alcunché. Neppure sui suoi conti correnti è mai stato trovato nulla”. Secondo i due legali, Mauri avrebbe ‘pagato’ l’amicizia con l’ex calciatore Alessadro Zamperini, anch’egli coinvolto nello scandalo del calcio malato. Visti i numerosi incontri tra i due, ipotizzano gli avvocati, “Mauri non poteva non sapere, ma anche se così fosse, al massimo si potrebbe parlare di omessa denuncia”.

Uno dei grandi accusatori di Mauri è l’ex latitante Hristyian Ilievski, il macedone ritenuto il capo degli ‘Zingari’. Era stato proprio lui a confermare i contatti con Mauri e l’accordo per quel match sospetto Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 stretto con la mediazione di Zamperini. Ma Ilievski, secondo gli avvocati dell’ex capitano della Lazio, “non è credibile. Troppe volte ha cambiato la sua versione dei fatti”. “Ilievski”, hanno dichiarato i due legali, “è stato latitante per 4 anni, poi ha deciso di costituirsi perché in Macedonia i reati sono più gravi, e quindi è meglio farsi giudicare in Italia, senza dimenticare che uno come lui, considerato a capo della banda più pericolosa del mondo, ha patteggiato una pena inferiore ai due anni”. In aula si è parlato anche del famoso selfie tra il macedone e il biancoceleste scattato a Formello. “Una foto che nessuno ha mai visto”, hanno sottolineato i due avvocati, che si sono chiesti: “Ma come, conosci uno zingaro, vuole manipolare le partite e fai un selfie con lui?. Mauri avrebbe dovuto essere pazzo”. “Gli inquirenti”, hanno concluso Melandri e Buceti, “l’hanno considerata la foto feticcio dell’inchiesta, e cioè una prova che questi illeciti ci sarebbero stati, ma è un assurdo. Ci mettiamo d’accordo sulle combine e poi ci facciamo un selfie per immortalare questo momento?. Sulla quella foto, poi, gli stessi Ilievski, Gervasoni e Gegic hanno sempre dato versioni differenti”.

Ha invece rinunciato a difendere Gegic, l’avvocato Luca Curatti, che cura anche gli interessi di Ilievski e Paoloni. Proprio per le posizioni di Ilievski e Gegic, diventate incompatibili, il legale ha deciso di lasciare al collega Vito Alberto Spampinato la difesa dell’ex calciatore di Vicenza e Chiasso, che si era costituito il 26 novembre del 2012 dopo oltre un anno di latitanza. Secondo le carte dell’inchiesta era colui che materialmente pagava i calciatori per combinare le partite. Nei vari interrogatori, Gegic aveva ammesso di aver avuto rapporti con alcuni giocatori coinvolti nell’inchiesta quali Carlo Gervasoni, Filippo Carobbio e l’ex portiere del Piacenza Mario Cassano, attribuendosi però un ruolo di secondo piano rispetto al macedone Ilieski, che aveva definito “il vero finanziatore del gruppo degli Zingari”. Sulla sua posizione, l’avvocato Spampinato ha evidenziato che “l’accusa si basa su racconti e deduzioni senza prove o riscontri che i comportamenti si siano effettivamente concretizzati”. “Ho anche contestato l’appellativo Zigari”, ha fatto sapere il legale: “non si capisce perché si deve etichettarli in questo modo”.

Per quanto riguarda Ilievski, l’avvocato Curatti, che domani intanto tratterà la posizione di Paoloni, ha fatto sapere che il suo cliente, che aveva patteggiato un anno e dieci mesi, verrà sicuramente sentito in un eventuale processo come testimone assistito.

Sara Pizzorni

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