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Calcio scommesse: rinviati a
giudizio gli imputati accusati
di associazione a delinquere

Una cinquantina i rinvii a giudizio per associazione a delinquere. Gli imputati andranno a processo il prossimo 6 dicembre. Per il reato di frode sportiva, il giudice ha trasmesso gli atti alle procure di competenza. Il pm di Martino: ‘L’impianto accusatorio ha retto’.
Foto Sessa

Nel processo sul calcio scommesse, oltre ad Antonio Conte e a chi, come il ct della Nazionale, è stato processato con il rito abbreviato, il gup Pierpaolo Beluzzi ha pronunciato sentenza anche nei confronti di tutti gli altri imputati accusati a vario titolo di associazione a delinquere e frode sportiva che invece hanno scelto il rito ordinario.

Tutti coloro che avevano contestata l’associazione a delinquere, una cinquantina di posizioni, sono stati rinviati a giudizio. Tra questi ci sono l’ex capitano atalantino Cristiano Doni, il laziale Stefano Mauri, l’ex bomber della Nazionale Beppe Signori, l’ex calciatore Stefano Bettarini e il cremonese Marco Paoloni, ex portiere di Cremonese e Benevento che nella partita Cremonese-Paganese del 14 novembre del 2010 avrebbe somministrato ai compagni di squadra un ansiolitico per condizionarne le prestazioni. Per loro il processo si aprirà a Cremona il prossimo 6 dicembre.

Per tutti gli altri che avevano contestata la sola frode sportiva, il giudice ha trasmesso gli atti alle procure di competenza, accogliendo le richieste di incompetenza territoriale.

Una quindicina, infine, i patteggiamenti: il dentista marchigiano di Sirolo Marco Pirani ha patteggiato un anno e otto mesi, l’ex centrocampista del Pescara e del Lanciano Ivan Tisci un anno e quattro mesi, l’ex giocatore dell’Ascoli Vittorio Micolucci un anno e quattro mesi, l’altro ex calciatore Vincenzo Sommese un anno e sette mesi, Francesco Giannone, commercialista dell’ex bomber azzurro Giuseppe Signori,  un anno e sei mesi, Manlio Bruni, altro ex commercialista di Beppe Signori, un anno e sei mesi, Massimo Erodiani, titolare di agenzie di scommesse di Pescara, un anno e cinque mesi, Gianfranco Parlato, ex giocatore, un anno e dieci mesi, Gianluca Tuccella, ex calciatore, un anno e due mesi, e infine il gruppo degli slavi che ha patteggiato un anno e sei mesi a testa.

“L’impianto accusatorio ha resistito”, sono state le prime parole del procuratore della Repubblica di Cremona Roberto di Martino. “C’è la soddisfazione di aver scoperchiato una pentola dalla quale è uscito tutto il marcio del calcio”.

Sara Pizzorni

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