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Calcioscommesse, assolto
il ct della nazionale
Antonio Conte

Il ct della nazionale Antonio Conte è stato assolto “per non aver commesso il fatto”, così come il suo vice Angelo Alessio. Assolti anche Daniele Quadrini, Ermanno Pieroni, Roberto Previtali e Guido Marilungo. Condannato a 4 mesi il solo Giorgio Veltroni.

Il ct della nazionale Antonio Conte, imputato nel processo sul calcio scommesse per frode sportiva, è stato assolto dal giudice Pierpaolo Beluzzi “per non aver commesso il fatto”, così come il suo vice Angelo Alessio. La formula di assoluzione è quella dubitativa, paragonabile alla ‘vecchia’ insufficienza di prove. Conte e Alessio dovevano rispondere in merito alla presunta combine di Albinoleffe-Siena del 29 maggio del 2011. Per Conte, il procuratore Roberto di Martino aveva chiesto la condanna a 6 mesi e a 8.000 euro di multa. L’ex allenatore della Juventus era già stato squalificato dalla giustizia sportiva per omessa denuncia. Oltre a Conte e Alessio, sono stati assolti anche Daniele Quadrini, Ermanno Pieroni, Roberto Previtali e Guido Marilungo. Condannato a quattro mesi il solo Giorgio Veltroni, ex presidente dell’Alessandria, coinvolto nella tentata combine di Ravenna-Alessandria del 20 marzo del 2011. Per l’accusa Veltroni aveva offerto 50mila euro al ds del Ravenna Calcio Giorgio Buffone in cambio della vittoria della sua squadra. Tutti sono stati processati con il rito abbreviato. “La sentenza parla chiaro”, ha commentato l’avvocato Francesco Arata, uno legali di Conte. “La scelta dell’abbreviato è stata forte. Ormai la tensione è sciolta”.

Sulla posizione di Conte in merito alla squalifica per omessa denuncia, secondo il procuratore federale Stefano Palazzi, il mister, ai tempi in cui allenava il Siena, non poteva non sapere quanto succedeva nello spogliatoio della sua squadra, con i giocatori che si accordavano su determinati risultati. Conte fu squalificato per dieci mesi, poi ridotti in appello a quattro. Nel penale, del coinvolgimento di Conte nelle scommesse, come aveva ricordato il procuratore di Martino nel corso della sua requisitoria, non c’è la prova, anche se nell’ambiente del Siena il fenomeno delle scommesse truccate era ben presente. L’allenatore della Nazionale, per l’accusa, sarebbe stato ‘colpevole’ di aver dato un sostanziale ‘benestare’ alla combine. Il pm aveva anche fatto riferimento agli accordi sottoscritti tra gli allenatori e la Federcalcio. Un accordo nel quale i tecnici si impegnano a “salvaguardare la condotta morale dei calciatori”, sorvegliando affinché i calciatori siano fedeli a “una condotta consona ai principi di lealtà e probità”. Per di Martino, è attendibile Filippo Carobbio, tra i ‘pentiti’ dell’inchiesta, uscito di scena patteggiando, considerato tra i principali accusatori del tecnico. Carobbio parlò di una decina di partite che videro coinvolto il Siena e secondo l’accusa non si capisce perchè abbia dovuto chiamare in causa il suo ex allenatore solo in due occasioni (la seconda è Novara-Siena per la quale il pm ha chiesto e ottenuto l’archiviazione). Da parte loro, gli avvocati di Conte, Francesco Arata e Leonardo Cammarata, si sono battuti per dimostrare l’estraneità di Conte nella vicenda. “Quello delle scommesse e quello di Antonio Conte sono due mondi completamente diversi”, avevano dichiarato. E secondo la difesa lo dimostra il fatto che l’ex Siena Filippo Carobbio, il principale accusatore del tecnico, è smentito dalla testimonianza del capo degli scommettitori zingari, il macedone Hristyian Ilievski, che pure il sistema delle scommesse illecite lo conosceva a fondo.

Sara Pizzorni

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