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Fasani: "Lgh/A2A, Cremona
sottomessa ai voleri
del Pd romano"

Prime reazioni della politica alla notizia dell’accordo siglato ieri Tra A2A e Lgh che ha sancito il passaggio del 51% delle quote della holding della Bassa Lombardia al colosso milanese – bresciano. “Malgrado l’ostruzionismo involontario causato dall’inadeguatezza dei nostri amministratori locali” – afferma Federico Fasani, consigliere di Ncd in Comune –  il PD renziano, ha chiuso l’operazione LGH-A2A. E lo ha fatto sorvolando ad alta quota il nostro territorio secondo una logica tutta politica. Avevamo evidenziato che si trattasse di un “lavoro” eseguito dal PD regionale. Sbagliavamo. Si tratta, infatti, di un’operazione condotta è gestita direttamente dai livelli romani del PD”. Un’osservazione che nasce anche dal nome trapelato per la carica di presidente del nuovo cda di Lgh, quello di Antonio Vivenzi, renziano della prim’ora, entrato a far parte dallo scorso anno nel coordinamento ristretto di consiglieri politici presso la Presidenza del Consiglio. Vivenzi, n.2 del Pd bresciano, ex sindaco di Paderno Franciacorta, è stato tra i primi sostenitori di Renzi ai tempi non sospetti della ‘rottamazione’.

Di qui il giudizio di Fasani, che replica direttamente alle espressioni entusiastiche del sindaco di Cremona Galimberti di ieri: “Da oggi Cremona non gestisce più i propri servizi e questo, Professore, è l’unico fatto epocale. Fa sorridere il tentativo, da parte dei nostri amministratori, di apparire protagonisti di un processo che li ha visti subire le decisioni altrui sin dal primo minuto della trattativa, riducendoli a claque ossequiosa, per nulla incisiva e incapace di fare il bene del territorio ma capacissima di fare quello dei partiti.
Una gara trasparente avrebbe evitato l’occupazione partitica di una società che dovrebbe essere gestita secondo criteri industriali e non secondo la convenienza del PD renziano. La gara avrebbe anche portato migliori condizioni per il venditore, cioè anche per Cremona. Invece il nuovo presidente, Vivenzi, è consulente di palazzo Chigi. La sua presenza evidenzia, se ve ne fosse bisogno ulteriormente, che LGH da oggi è terreno fertile per la strategia capillare di occupazione della finanza pubblica che Renzi sta conducendo sul territorio nazionale.
“Non ci resta che misurare – conclude Fasani –  l’assoluta irrilevanza che gli enti locali avranno sulle decisioni strategiche e lo faremo osservando la goffaggine con la quale il Professore trascinerà la promessa elettorale dello spegnimento entro tre anni del termovalorizzatore, promessa inattuata e, a questo punto, probabilmente inattuabile”.

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