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Sospetti per quegli involucri
richiusi maldestramente
Sconcerto in tribunale

Claudio Pagliari

Claudio Pagliari

Oggi in tribunale non si parlava d’altro: la notizia degli arresti di Attilio Valcarenghi, dipendente della cancelleria civile, e di Francesco Manfredi, addetto all’ufficio corpi di reato, era sulla bocca di tutti. Sconcerto e incredulità gli stati d’animo dei dipendenti di palazzo di giustizia e degli avvocati che già di prima mattina, in televisione e sui siti, sono venuti a conoscenza di quanto accaduto. Vietato l’ingresso all’ufficio dei corpi di reato: sulla porta ci sono i sigilli della polizia che ancora non ha finito le indagini. Dunque droga e munizioni prelevati dal caveau dove sono custoditi i corpi di reato che attendono di essere distrutti.

Luigi Rinaldi

Luigi Rinaldi

Una mossa, quella di Manfredi, che non è passata inosservata, soprattutto per il modo maldestro di richiudere gli involucri dopo averli aperti con il taglierino per prendere droga e munizioni: ad accorgersene, il personale della polizia giudiziaria addetto alla distruzione dei corpi di reato, che ha notato che era stato messo dello scotch sulla corda che fungeva da atto finale per sigillare il corpo di reato. Le telecamere, poi, hanno fatto il resto, inchiodando i due responsabili. Sconcertato per l’accaduto Claudio Pagliari, da maggio del 2015 responsabile dell’ufficio corpi di reato. Un ufficio definito da tutti “delicatissimo”. “Sono stato il primo a stupirmi”, ha commentato Pagliari, che attualmente, in attesa del dissequestro dell’ufficio, sta prestando servizio all’Urp. “Stupito” si è detto anche Luigi Rinaldi, rappresentante sindacale Cisl. “Erano persone così a modo. Due lavoratori prossimi alla pensione. Attilio, poi, era un grande lavoratore. Entrambi gli arrestati, difesi dall’avvocato Antonio Orpello, sono già stati interrogati sabato dal gip Pierpaolo Beluzzi. I due hanno risposto alle domande, dicendo di voler rimediare al malfatto. Il giudice ha convalidato l’arresto e deve decidere se mantenere la custodia in carcere o se accogliere la richiesta della difesa di una misura meno afflittiva. “I miei clienti sono brave persone”, ha commentato il legale.

Sara Pizzorni

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