Cultura
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Nuova sala del Platina al Museo. Escono dai depositi altre opere lignee

Una tappa importante per riavvicinare cremonesi e turisti al Museo Civico, ai suoi capolavori poco conosciuti o non giustamente valorizzati. L’intervento di climatizzazione e riallestimento della Sala Cremona (ribattezzata sala del Platina), presentato questo pomeriggio in sala Puerari di palazzo Affaitati, con la ricollocazione dell’armadio intarsiato quattrocentesco e l’esposizione di opere d’arte lignee finora nascoste nei depositi, costituisce il primo passo verso la riscoperta di questa parte importante della cultura cremonese. L’intervento, fortemente voluto dalla Giunta comunale e condotto in sinergia con la Diocesi di Cremona, è stato illustrato dal sindaco Gianluca Galimberti, da Gianluca Gaiardi (responsabile Beni Culturali della Diocesi di Cremona), Mario Marubbi (conservatore Pinacoteca di Cremona), Maurizia Quaglia e Ruggero Carletti, i dirigenti del Comune che hanno seguito l’intervento).

L’intervento complessivo è costato al Comune 175mila euro e realizzato con fondi propri. Un investimento di cui il sindaco Galimberti rivendica l’importanza: “Continuiamo ad investire in modo significativo e collegiale in cultura perché per noi è volano di sviluppo e di economia. Rilanciamo le istituzioni culturali in città, tra cui il nostro sistema museale. Per farlo investiamo in interventi strutturali, progetti e innovazione. I musei, infatti, devono essere luoghi vivi e luoghi in cui una città cresce culturalmente. L’idea che ‘sta sotto’ la Sala del Platina è quella di restituire agli occhi e al cuore della città un patrimonio che per questioni strutturali è stato tenuto nascosto. L’Armadio del Platina è stato uno dei primi dossier sulla mia scrivania quando mi sono insediato come Sindaco perché si stava oggettivamente rovinando. In sinergia con il Capitolo e la Soprintendenza, abbiamo studiato, analizzato i dati, progettato, trovato risorse e siamo intervenuti dando una soluzione ad un problema che durava da troppo tempo”. Il sindaco ha annunciato anche l’inaugurazione di un’altra mostra il prossimo 1 dicembre in Sala della Colonne, ricordando poi l’evento in Cattedrale per la presentazione del Caravaggio restaurato.

COSA VEDREMO NELLA SALA DEL PLATINA – L’inaugurazione è prevista per venerdì 18 novembre alle 17.  La Sala del Platina ospita in primo luogo l’importante Armadio del Platina, un tempo collocato nella sacrestia dei Canonici della Cattedrale cremonese, per il quale Giovanni Maria Platina (Mantova, 1455 – 1500) riceveva un acconto nel 1477. Dopo la distruzione della sacrestia dei canonici, attuata all’inizio del Novecento nell’ambito del progetto di isolamento della cattedrale dagli edifici che nei secoli vi si erano addossati, l’armadio perse la sua funzione di guardaroba, che aveva conservato a lungo. Smontato e custodito presso i locali attigui alla cattedrale, la sua valorizzazione iniziò nel 1956 quando venne rimontato presso il Museo Civico di Cremona.
Terminato il restauro nel 2007, l’Armadio è stato collocato nella Sala Quattrocento, che nel tempo ha dimostrato di offrire
pessime condizioni microclimatiche. Con il Capitolo e con la Soprintendenza, l’Amministrazione comunale ha preso in mano la situazione  fin dal giugno 2014, facendo alcuni interventi alla Sala Quattrocento per la risoluzione di guasti preesistenti ed effettuando precisi monitoraggi delle condizioni microclimatiche al termine dei quali Comune, Capitolo e Soprintendenza hanno condiviso la necessità di spostare l’Armadio per evitare l’ulteriore peggioramento dello stato di conservazione. Per caratteristiche tecniche è stata individuata la Sala Cremona che però richiedeva un intervento di climatizzazione, per la quale il Comune di Cremona ha stanziato 175mila euro.
Nella sala sono poi esposte le più importanti tavole della collezione del Museo Civico che, sfruttando le condizioni ottimali del controllo microclimatico, possono ora uscire dai magazzini. Tra queste si distinguono il reliquiario romanico di area tedesca, la tavola con la Madonna del Bargello, le importanti e rare testimonianze della stagione bembesca e alcune tra le principali opere della grande stagione del Rinascimento cremonese. Sono qui esposte anche alcuni preziosi oggetti di arte lignaria come la scultura con l’Angelo custode di Giulio Cesare Procaccini e il quadro in tarsia col Sacrificio di Attilio Regolo del celebre ebanista locale Giovanni Maffezzoli. Oltre al San Girolamo di Boccaccio Boccaccino, da molto tempo non più esposto al museo. Per valorizzare al meglio la nuova Sala del Platina, in collaborazione con il Crart, è stato predisposto un programma di visite guidate ad hoc.

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San Girolamo (Boccaccio Boccaccino)
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Reliquario di area tedesca
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L’armadio di Giovanni Battista Platina
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Madonna con Bambino di T.Aleni
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Madonna con Bambino di B.Bembo

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