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Esito referendario, segreteria provinciale Pd riunita per esame 'a caldo'

Il Pd cremonese è in riunione, da oggi pomeriggio alle 18, al suo livello più alto ossia la segreteria provinciale retta da Matteo Piloni. Un unico ordine del giorno, l’esame a caldo del voto referendario, che ha visto prevalere in provincia il no, sebbene con uno scarto inferiore rispetto al voto nazionale, 56,66% contro il 59,95%. Nei due centri maggiori, Cremona e Crema, entrambi guidati da coalizioni di centrosinistra, il no ha prevalso in misura inferiore, appena sopra il 52%. L’esame del voto dei capoluoghi non potrà prescindere da come è andata nei territori limitrofi: sia a Mantova che a Bergamo, governati da due sindaci che al pari di Gianluca Galimberti hanno partecipato attivamente alla campagna per il sì, questo ha prevalso arrivando al 52 e al 53%. A Brescia è andata diversamente, con il no che si è attestato al poco meno del 52%.

Guardando al territorio provinciale, i maggiori comuni governati dal centrosinistra o comunque da liste civiche ad esso riconducibili mostrano risultati parimenti deludenti per il sì, confermando il trend nazionale: prevale il no per il 56,6% a Castelleone, per il 56% a Soresina, per il 54,8 a Vescovato. Forbice più allargata, a favore del no, nei centri governati dal centrodestra: a Pizzighettone, roccaforte leghista, il no è arrivato al 57% e addirittura al 60,7% ad Ostiano, altro comune di destra. Anche nei Comuni della cerchia cremonese della Bassa, un tempo rossi, prevale il no, con punte del 59% a Gerre de Caprioli e del 58,8% a Pieve d’Olmi. 51,3% invece a Stagno Lombardo e 53,3% a san Daniele Po.

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