Cronaca
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Duc ad alta tensione, Confcommercio chiede subito la riapertura Ztl

Diversa la posizione di Confesercenti: 'Riaprire la Ztl non serve" ma lancia un ultimatum al Comune: "Per cambiare le cose sono necessari investimenti a lungo termine. Questo è l'ultimo appello".

Una riunione molto tesa quella del Duc di martedì pomeriggio, dove Confcommercio, rappresentata dal presidente Vittorio Principe, ha chiesto senza mezzi termini al sindaco Gianluca Galimberti di riaprire subito i varchi della Ztl, considerati dall’associazione uno dei maggiori problemi del commercio cittadino. Una presa di posizione che ha indisposto notevolmente il primo cittadino, che poco prima aveva presentato i dati sulle rotazioni dei parcheggi, evidenziando l’incremento dell’utilizzo del 70%.

Confcommercio e Botteghe del Centro, in un documento presentato al Duc (a firma dei presidenti Vittori Principe ed Eugenio Marchesi), evidenziano “la volontà trasversale di impegnarsi per un rilancio vero, forte e di prospettiva”. Ma è una cosa che va fatta “in fretta e concretamente”. Servono “progetti che rivitalizzino il centro nel quotidiano. Una città non può avere una “immagine” vincente per il turismo se non lo è, innanzitutto, per chi ci vive abitualmente (inteso in senso ampio, non strettamente come residenti)”.

Dunque, venendo alla questione della Ztl, Confcommercio evidenzia come “Nessuno può mettere in dubbio che la possibilità di raggiungere il centro è uno dei nodi fondamentali per risolvere il problema. Se non si crea questa condizione ogni sforzo rischia di essere vano e inutile. Un nostro associato di Corso Campi ha installato un contapersone che rileva i passaggi di fronte alle vetrine. Nel confronto tra il 2015 e il 2016 emerge un calo di 80mila passaggi a piedi, il 20% del totale”.

Per l’associazione non basta dire che la rotazione dei parcheggi è aumentata, per giudicare positivamente i varchi. “Con preoccupazione osserviamo la variazione (fonte Comune) degli accessi nella Ztl dopo i primi sei mesi si parlava di 30mila accessi in meno e l’amministrazione parla di successo. Gli stessi dati (da 290mila a 260mila) vengono riproposti anche per il report dei primi 12 mesi con una lettura diversa ‘si tratta solo del 10% in meno degli accessi’. Forse abbiamo capito che gli accessi in meno sono un problema che non viene compensato dalla maggior rotazione nei parcheggi limitrofi al centro, un dato di fatto è certo, mancano parcheggi comodi e facilmente fruibili” scivono Principe e Marchesi nel documento.

Dunque, secondo Confcommercio, “è importante affermare una nuova filosofia di gestione urbana, il cui obiettivo risiede nell’aumentare il valore della risorsa città e dell’attrattività, ponendo al centro della strategia competitiva i city user, le loro esigenze, la loro soddisfazione. Si deve pensare al turismo, ai residenti, a chi vive la città pur abitando nel circondario (inteso come comuni o province vicine). Noi come Confcommercio e Botteghe siamo in prima linea, con impegno, passione, determinazione ferma a rilanciare la città. E lo stiamo facendo con azioni concrete che puntano a creare quel “brand” evocato come soluzione di ogni problema. Ugualmente crediamo nella cultura, come veicolo di promozione del turismo. E anche in questo non abbiamo fatto mancare il nostro appoggio e sostegno ai progetti che vengono messi in atto. Siamo stati in prima linea con progetti per affermare l’idea di Cremona come città accogliente, bella, consapevole della sua identità culturale ma anche capace di creare legami, in grado di esprimere il carattere generoso della sua gente con progetti di solidarietà. Abbiamo fatto rete, al nostro interno ma anche con le Istituzioni e con il mondo del volontariato. In questo abbiamo lavorato per creare un brand, consapevoli che modellare l’identità di una città non è mai facile a causa della natura complessa di ogni contesto urbano.Ma in questa sfida crediamo ora sia arrivato il momento di dare un segnale di discontinuità che risiede nella consapevolezza che l’accessibilità di un centro è prerequisito fondamentale per ogni progetto di rilancio e di valorizzazione”.

L’accusa va a tutte le amministrazioni degli ultimi decenni, che “hanno messo un campo politiche attive di sostegno dei centri commerciali (e a spese dei centri storici) con la conseguenza di svuotarli e dare il via alla loro progressiva contrazione. Oggi il punto di forza della media e grande distribuzione sta, più che nella offerta merceologica, nella facilità di accesso, nella possibilità di parcheggiare (e per di più gratis). Non si tratta di un modello del tutto replicabile in centro. Ma occorre facilitare in ogni modo la possibilità di arrivare e lasciare la propria auto. A Cremona si può intervenire in maniera rapida efficace e non costosa. A partire proprio dalla riapertura del varco di via Manzoni e via Verdi, per facilitare l’accesso al parcheggio di Piazza Marconi e rendere attraversabile la città e rendere fruibili dai city user durante il giorno gli stalli oggi riservati ai residenti, riservandoli agli stessi nelle ore serali e notturne. Se andava condotta una sperimentazione la nostra analisi è che 30mila accessi in meno sono 30mila opportunità scomparse per le nostre aziende. I dati sulle presenze in centro (da qualsiasi parte li si prenda) indicano che le stesse sono calate in maniera significativa. Questo nonostante l’accresciuto impegno per eventi turistico culturali (che sono un patrimonio per la città, non certo per i solo commercianti) e per le animazioni di qualità (Invasioni Botaniche, Giovedì d’Estate, Stradjvari, Largo Boccaccino con le eccellenze dello street food o la serata #cremonascuoteilcuore) che abbiamo realizzato direttamente. Significa che il problema è strutturale e per questo chiediamo che venga affrontato con concretezza rivedendo la viabilità in centro. Sul piano dei parcheggi, sin da subito, va garantito il mantenimento dello spazio di Villa Glori, strategico per il centro e in particolare per Corso Garibaldi”.

Diversa invece la posizione di Confesercenti sul tema dei varchi. “Non si può prendere a testate l’amministrazione perché non vuole riaprire il varco, che è comunque aperto nella fascia di maggiore attività dei negozi, ossia dalle 16” evidenzia il presidente Agostino Boschiroli. “Esso non può portare benefici in una crisi che è comunque globale. Si deve lavorare su altri fronti: il Duc era nato per gestione fondi regionali, ora sono stati tagliati e ora ci siamo trovati con una miriade di problemi. E si dovrebbe creare un tavolo di lavoro ristetto per gestirli”.

Per Boschiroli i punti su cui lavorare sono altri rispetto ai varchi: “Innanzitutto la consapevolezza politica e la volontà di investire economicamente a lungo termine, ben oltre il mandato elettorale legato ai voti, lasciando una  traccia a cui dare seguito indipendentemente da chi verrà dopo. A partire da una pianificazione di investimenti volta al definitivo completamento dell’isola pedonale in corso Garibaldi con pavimentazione adeguata, nonché investimenti strutturali definitivi e non stagionali sull arredo urbano”. Altri investimenti sono necessari “sul ricambio dei parchimetri, che permettano l’inserimento della targa in modo da consetire il parcheggio gratuito per la prima prima mezz’ora, come già accade al Park Villa Glori”:

Non è tutto: “bisogna risolvere l’annosa questione di questa commistione gestionale degli stalli a raso tra un gestore privato e uno para-pubblico, ma più facilmente controllabile: nel corso dell’ultima promozione natalizia, che prevedeva l’ultima ora di parcheggio gratis, molti cittadini hanno trovato la sgradita sorpresa della multa, non essendo facilmente comprensibile quali fosseri gli stalli in capo a Saba e quali in capo ad Aem. Sono tutte situazioni che se non affrontate generano un vortice di disaffezione della clientela  verso il centro”.

Dunque per Confesercenti “si deve avere il coraggio e la volontà politica di risolvere la questione del debito nei confronti di Saba, rientrare in possesso del controllo dei parcheggi, rimodulando le tariffe con la prima mezz’ora gratuita, riappropiandosi della propria città con investimenti di lungo termine che diano risultati”.

L’associazione concorda invece con i colleghi di Confcommercio sul mettere paletti ai centri commerciali. E lancia anch’essa un ultimatum: si facciano gli investimenti. “Noi siamo disponibili ma questo è l’ultimo appello. Abbiamo tanti problemi che affrontiamo quotidianamente con chi lavora in proprio. O lavoriamo insieme, con la volontà vostra di ascoltarci, oppure il rischio è che le strade prendano indirizzi opposti in quanto tempo da perdere non ne abbiamo più, e ci troviamo in una situazione di emergenza economica devastante che va affrontata con interventi eccezionali. La vicenda Tari insegna: si sono fatti diversi incontri, ma da parte dell’amministrazione non vi è più stato alcun cenno di confronto per affrontare la rimodulazione delle tariffe”.

lb

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