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Rapine a Cremona Po e
Italmark e furto in ospedale
Preso: in manette 65enne

Foto Sessa

Una rapina a mano armata, una tentata rapina (davanti ad altrettanti supermercati) e un furto in ospedale: questo il bilancio degli atti messi a segno dal 65enne finito in manette ieri mattina, a seguito di un’operazione svolta dalla Questura di Cremona. L’uomo, di nazionalità italiana e senza fissa dimora, è stato preso in piazza Giovanni XXIII dopo un appostamento da parte dei poliziotti, nei pressi della macchina utilizzata per commettere i colpi. Secondo gli inquirenti, sarebbe il responsabile del colpo messo a segno il 27 gennaio nel parcheggio del Cremona Po e del tentato colpo del 15 febbraio nel parcheggio dell’Italmark di via Dante, oltre che di un furto commesso lo scorso 26 dicembre negli uffici amministrativi dell’ospedale di Cremona.

E’ stata proprio l’auto a incastrare il soggetto: ripresa dal circuito di videosorveglianza durante la prima rapina, messa a segno nel parcheggio sotterraneo del Cremona Po, ha consentito agli uomini della questura di avere un elemento da cui far partire l’indagine. Dal numero di targa sono infatti risaliti ad una denuncia per furto relativa allo stesso mezzo, una Peugeot 207, risalente al novembre 2016. Le indagini erano dunque ancora in corso quando si è verificato il secondo colpo, stavolta non andato a segno, proprio nei pressi dell’Italmark. L’uomo, sempre armato di pistola, ha minacciato una donna tentando di rapinarla, ma si è poi dato alla fuga.

Nicola LelarioStavolta non c’erano telecamere a riprendere i fatti, ma due testimoni, una delle quali ha fornito la descrizione dell’auto su cui è fuggito: esattamente la stessa del colpo precedente. “A darci la conferma, un particolare: il fatto che l’auto avesse il fanale posteriore sinistro non funzionante” spiega il dirigente della squadra Mobile Nicola Lelario, che ha coordinato l’arresto. “Anche la descrizione del soggetto corrispondeva a quella fornita dalla vittima della prima rapina: questo ci ha fatto subito capire che si trattava della stessa persona. Sempre concentrandoci sulla vettura, abbiamo portato avanti le indagini, anche grazie ai colleghi della Polizia Locale di Cremona, e abbiamo scoperto che il mezzo era parcheggiato in piazza Giovanni XXIII”. La Peugeot, tra l’altro, era già stata sanzionata più di una volta all’interno della Ztl e in varie zone del centro.

Dunque è iniziato l’appostamento da parte degli uomini della questura nei pressi del luogo, dove hanno poi notato l’uomo che si avvicinava all’auto, per poi allontanarsi. Immediatamente il soggetto è stato fermato, e all’interno dello zaino sono state rinvenute proprio le chiavi della vettura in questione, oltre allo scontrino relativo all’acquisto di una pistola (risalente al 21 di dicembre) a salve in un negozio di Cremona: presumibilmente proprio quella utilizzata per i colpi, che però non è stata rinvenuta. Nei confronti del 65enne, con diversi precedenti per reati contro il patrimonio, sono quindi scattate le manette. “Essendo senza fissa dimora, vi era il forte rischio che si allontanasse, o che scappasse addirittura all’estero” spiega Lelario. “Per questo motivo, abbiamo ritenuto necessario procedere con la custodia cautelare, con le accuse di tentata rapina e ricettazione di auto rubata. E’ stato invece denunciato a piede libero per la rapina del Cremona Po, oltre che per un furto aggravato messo a segno il giorno di Santo Stefano presso l’Ospedale Maggiore di Cremona”. In questo caso, l’uomo aveva approfittato della chiusura degli uffici amministrativi per intrufolarsi all’interno, forzare la porta e rubare dalla cassaforte ben 3mila euro. “Lo abbiamo riconosciuto ricontrollando le riprese del circuito di videosorveglianza, e constatando che si trattava della stessa persona” continua Lelario.

L’uomo è attualmente detenuto presso il carcere di via Ca’ del Ferro a Cremona, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto, che si terrà probabilmente lunedì mattina, con il magistrato Carlotta Bernardini. Nel frattempo gli uomini della Mobile proseguono nelle loro indagini per capire se vi possano essere altri reati commessi in questi mesi riconducibili al soggetto.

Laura Bosio

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