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Viabilità zona Po, presidente
del comitato: 'Critico il metodo,
ma è ora di collaborare'

Il direttivo del comitato di quartiere Po si è riunito nel tardo pomeriggio di oggi, all’indomani dell’incontro avuto in Comune con lo staff Mobilità e l’assessore Alessia Manfredini sulle modifiche viabilistiche in vigore dal 27 marzo. Il tentativo della presidente del Direttivo, Maria Luigia Bernuzzi, è quello di arrivare alla stesura di un documento condiviso, che tenga insieme le diverse opinioni dei componenti, secondo una linea di condotta seguita fin da quando il progetto viabilistico venne presentato, lo scorso dicembre. Un atteggiamento di neutralità che aveva anche creato dei dissapori, visto che tra i consiglieri c’era chi, nei mesi scorsi, avrebbe voluto che il direttivo stesso assumesse una posizione.

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L’assemblea del quartiere Po dei primi di dicembre quando venne presentato il progetto dei sensi unici.

Bernuzzi interpreta in maniera diversa il ruolo, “siamo un tramite tra i residenti e l’amministrazione e, come ci ha ricordato anche ieri l’assessore, abbiamo solo un compito consultivo. Il progetto l’abbiamo avuto in mano dai primi di dicembre e successivamente nell’ultima versione con l’isola pedonale in via Ticino. Lo abbiamo pubblicato sulla pagina Facebook del comitato, sulle bacheche e in oratorio: non ci sono mai arrivate polemiche, né critiche né osservazioni, quindi come direttivo non abbiamo fatto nessun tipo di osservazione perché il nostro ruolo non è quello di esperti del traffico, ma ripeto, di mettere in relazione le esigenze dei residenti con l’amministrazione”.
“Quello che mi sento di dire a titolo personale è che come tutte le innovazioni, anche questa richiederà del tempo per essere assimilata, il progetto è migliorabile e presenta alcune criticità. Alcune di queste sono l’attraversamento pedonale di fronte al sagrato di Cristo Re, che temo tornerà ad essere congestionato e pericoloso, e l’incrocio di via Mella con via Lugo, già poco sicuro adesso. Immagino qualche mal di pancia anche per i residenti di via Adda, dove non ci sono garage e i residenti sono abituati a parcheggiare in strada. Ci è stato assicurato che, se emergeranno problemi, saranno affrontati”.
“Non mi è piaciuto il metodo seguito dall’amministrazione – aggiunge Bernuzzi  – ossia che vengano prese delle decisioni senza prima avere esaminato dati oggettivi e numeri. Come pure mi dà fastidio che non si sia intervenuti prima di tutto sui genitori che portano i figli a scuola, multando quelli che parcheggiano in doppia fila o lasciano il motore acceso. Sono curiosa di vedere, col senso unico in via Oglio, se diventeranno più disciplinati. Quanto ai bambini, come non essere d’accordo che vanno tutelati per primi? Tra l’altro proprio come Comitato abbiamo promosso iniziative come la ‘passeggiata fotografica’ per promuovere la conoscenza del quartiere e abituare i bambini ad orientarsi da soli. Oltre ai bambini, però, cerchiamo di tutelare anche gli altri, i residenti e gli anziani”.

Un’osservazione fatta in questi giorni dall’assessorato al Comitato è che proprio la presidente avesse avvallato i sensi unici nel 2012. “Questo progetto – afferma Bernuzzi – l’ho ereditato. Addirittura era stato proposto al comitato spontaneo che c’era prima di noi, da cui era partita la richiesta di riordinare la viabilità. Poi nel 2012 arriva il progetto del Comune e anche in quell’occasione avevo detto all’amministrazione (allora c’era la giunta di centrodestra ndr) di fornirmi dei dati alla base di determinate scelte. Esattamente quello che ho chiesto anche a questa amministrazione”.

Alla fine, il messaggio è  conciliante: “Credo che tutti dovremmo calmarci un po’ e metterci nell’ottica di verificare se le cose funzionano. Noi collaboreremo e se ci saranno critiche da raccogliere ce ne faremo portavoci”. g.b.

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