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Malvezzi lancia in anticipo
la campagna elettorale.
'Centrodestra torni unito'

Carlo Malvezzi dà idealmente il via alla prossima campagna elettorale per le regionali, presentando il consuntivo di quanto fatto negli scorsi quattro anni. Il consigliere di Lombardia Popolare, ma eletto nelle fila di Ncd, enumera nel suo ufficio cremonese di via Dante le cifre del proprio impegno: componente di quattro commissioni consigliari, di cui una in veste di presidente, firmatario di 29 leggi approvate dal consiglio regionale, 18 delle quali lo hanno visto come relatore, tra cui quella particolarmente complessa che ha riformato le Aler; presente al 97,8% delle sedute consigliari, 136 in tutto, con sole tre assenze, due delle quali per le lauree della figlia. Ma soprattutto – cosa di cui mostra di andare più fiero – “ho incontrato 575 persone e 504 aziende, e 65 visite istituzionali nei Comuni, perchè la conoscenza del territorio e delle persone, dentro ad un rapporto concreto ed efficace con le imprese, è ciò che dà un senso alla politica”.

Malvezzi inaugura il nuovo sito internet, con l’intenzione di puntare sempre più sui social media per raggiungere il maggior numero di contatti. Tra le leggi più importanti che portano la sua firma: Impresa Lombardia, che ha introdotto gli accordi di competitività in base ai quali tre imprese del territorio hanno goduto di incentivi milionari; la legge sulla cooperazione a favore dei lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate; oltre all’azione politica che ha consentito di far confluire sul territorio provinciale finanziamenti per 87 milioni di cui 45 per infrastrutture e 17 milioni sulla sanità (polo oncologico cremonese in testa).

“Il progetto politico di Alfano (Malvezzi aveva aderito ad Ncd dopo la scissione del Pdl nel novembre 2013) è solo un inizio ma è insufficiente”, dichiara a proposito della magmatica situazione politica nazionale, con tutti i partiti tradizionali in difficoltà rispetto a M5S. “Indubbiamente rappresenta la necessità di dare una rappresentanza politica ad un nucleo moderato di elettori, che oggi non ce l’ha, ma l’obiettivo da perseguire è quello del Partito Popolare”. Quindi, riaggregazione di partiti e sigle “che però non sia una somma di leader o un’alchimia di palazzo, ma l’elaborazione di un progetto”. Strizza un un occhio alla Lega Nord (ma “quella meno sguaiata, che guarda alla tutela delle specificità territoriali’) e se ne guarda bene dall’entrare nel merito del caos di Forza Italia a Crema: “Non giudico le dinamiche interne di un partito, mi pare però che Zucchi sia un candidato che possa raccogliere un buon numero di consensi; oggi le candidature di bandiera non funzionano più”. g.b.

 

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