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Apa: ecco
il perché del
commissariamento

Il tribunale di Roma aggiorna al prossimo 6 giugno l’udienza sul ricorso presentato dall’ormai ex Apa di Cremona e intanto finalmente si conoscono le motivazioni del commissariamento. Tanto si è scritto e tanto si è detto sulla vicenda dell’Associazione provinciale allevatori di Cremona, che è stata commissariata nelle settimane scorse. Si è parlato di crisi, si è parlato di assemblee convocate ad hoc.

In realtà la questione affonda le sue radici nel 2013, anno nel quale il risultato d’esercizio ha iniziato ad essere in perdita. Prima di arrivare al capitolo finanziario, tuttavia, l’Aia -Associazione nazionale allevatori -, aveva reso noto che due componenti del collegio sindacale dell’Apa di Cremona erano soggetti privi del requisitio di professionalità richiesto e per questo motivo non avrebbero dovuto accettare la carica.

Ma come detto c’è dell’altro. Nelle motivazioni del commissariamento, si legge di una mancata rispondenza dello schema di bilancio ai requisiti di chiarezza, veridicità e correttezza: nel dettaglio manca l’espozione in bilancio del 2014 del patrimonio netto dell’ente e non sono esposti in maniera corretta i fondi rischi. Si parla anche, testuali parole, d”i perdite di esercizio, progressive dal 2013 sino al 2016″, che hanno portato a “un processo di erosione del patrimonio dell’ente”.

Analizzando l’andamento economico dell’associazione negli ultimi quattro esercizi, si rilevano dunque “perdite accumulato per 1 milione e 260 mila euro”.

A febbraio di quest’anno, il direttivo dell’associazione ha approvato un piano per il riassetto, tra riduzione di costi dipendenti o ammortamenti, e ricavi aggiuntivi derivanti da contributi dei soci: in sostanza una dilazione nel contenimento dei costi, che non è risultata però coerente con le raccomandazioni del revisore legale. A questo si aggiunge anche il caso dell’assemblea soci fissata in prima convocazione alle 6 del mattino e a cui i vertici non avrebbero partecipato. Per tutte queste motivazioni il comitato direttivo dell’Aia parla di assenza di un adeguato patrimonio netto e di equilibrio finanziario. Il commissariamento avrà una durata di tre mesi.

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