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Anche Schifano verso
uscita dal gruppo Pd:
destinazione Articolo1

“Valuteremo il da farsi quando mi arriverà la richiesta di ingresso nel Misto, per ora dò il benvenuto al nuovo consigliere”. Il capogruppo del Misto in sala Quadri, Alessio Zanardi, non ha ancora ricevuto ufficialmente la richiesta di ingresso di Roberto Cigala, nella componente di maggioranza. Eletto nel 2104 nelle fila del Pd, Cigala non ha più rinnovato la tessera quest’anno né ha intenzione di farlo ed ha espressamente richiesto alla presidenza del consiglio di entrare nel Misto. Potrebbero esserci problemi regolamentari, “nel caso li affronteremo quando mi arriverà la richiesta formale, anzi potrebbe essere l’occasione per definire una volta per tutte gli aspetti rimasti in sospeso del regolamento del consiglio”, afferma Zanardi. “Certo che il Pd dimostra anche in questa occasione i suoi problemi di coesione”.

Alessio Zanardi, capogruppo del Misto in Comune

Nel  Misto ci sono due consiglieri di minoranza e due di maggioranza, l’ingresso di un altro componente di centrosinistra sfalserebbe l’equilibrio. E tra poco, ma non prima di settembre, potrebbe esserci un altro transfuga dal gruppo Pd, Giancarlo Schifano, indipendente ex Italia dei Valori, sempre più orientato verso Articolo1, il raggruppamento che fa capo a Roberto Speranza, che tra l’altro sarà a Cremona a teatro Monteverdi venerdì prossimo 23 giugno. Non è la prima volta che si parla di una sua uscita dal gruppo, stavolta potrebbe concretizzarsi: “Da quando non c’è più IdV non mi sono iscritto a nessun altro partito – afferma -. Se all’inizio ho guardato con simpatia al Pd, poi non ho condiviso alcune scelte, a cominciare da quelle nazionali sulla scuola, dove a mio parere il Pd si è giocato una buona fetta di simpatie della sinistra. Quando poi sento parlare di alleanze con Berlusconi, che ho sempre combattuto…”, afferma il consigliere.

 

Giancarlo Schifano, componente del gruppo Pd in Consiglio ma non iscritto

“Io mi definisco un social democratico, ho partecipato alle primarie Renzi – Bersani, ma non alle ultime. E ho pure votato sì al referendum costituzionale, convinto che alcune cose vadano cambiate in questo Paese, dal numero dei parlamentari, al Senato”. Ma poi qualcosa si è rotto, e si intuisce che ciò è avvenuto per le dinamiche locali. A chi, dallo stesso Pd, lamenta che alle riunioni di maggioranza partecipano sempre meno attivisti e consiglieri, Schifano risponde che “un motivo ci sarà. Forse perché le persone non vengono coinvolte adeguatamente e vengono messe da parte non si sa perchè, oppure si preferisce che a decidere siano in pochi. Andare a ratificare decisioni già prese senza nemmeno tentare di trovare dei punti di vista comuni  mi ha amareggiato. Penso di avere lavorato con impegno facendo opposizione nei primi 5 anni e poi in maggioranza; pensavo di essere trattato con più rispetto e coinvolgimento in determinate scelte”.

Anche nel caso di Schifano, la sua destinazione sarebbe il Misto, che a questo punto diventerebbe decisamente la terza forza in Consiglio, seppure non omogeneo politicamente. Un partito sempre più difficile da tenere assieme, il Pd, come ha dimostrato qualche mese fa anche la vicenda di Giovanni Gagliardi e non certo aiutato dalle recenti fuoriuscite.

g.biagi

 

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