Un commento

Genovesino ispira gli chef
di East Lombardy per la
rassegna 'Il colore del gusto'

L'iniziativa è parallela alla mostra e vede aderire 23 ristoranti, venti cremonesi e uno ciascuno per le province di Bergamo, Brescia e Mantova. Ogni ristorante è abbinato ad un'opera del Genovesino e ad una proposta culinaria diversa. I partecipanti alla rassegna gastronomica avranno diritto ad accedere alla mostra a prezzo scontato.

Genovesino, da vedere, Genovesino da gustare. La mostra sul pittore che si terrà a Cremona dal 6 ottobre al 6 gennaio nell’ambito delle celebrazioni monteverdiane con un percorso diffuso che ha il suo cuore nella Pinacoteca del museo civico “Ala Ponzone” sarà accompagnata da una rassegna gastronomica intitolata “Il Colore del Gusto”. L’iniziativa è stata presentata questa mattina all’Hosteria del ‘700 dall’Assessore al Turismo Barbara Manfredini, dal curatore della mostra Marco Tanzi, da Carla Bertinelli Spotti, da Maurizia Quaglia con la partecipazione di molti degli chef aderenti.

“Questa rassegna gastronomica – spiega l’Assessore Manfredini – non vuole essere solamente un’iniziativa collaterale alla mostra. Mostra che è molto attesa e che ha tutti i presupposti per essere una tra le più importanti nel Nord Italia e non solo. Rigrazio tutti i ristoratori di East Lombardy e gli sponsor che ci hanno supportato. Siamo convinti che l’abbinare la rassegna gastronomica alla mostra sia importante anche per il visitatore occasionale e troviamo sia una modalità di comunicazione molto efficace e popolare. Con “Il colore del gusto” viene proposta un’offerta di accoglienza che coinvolge tutto il territorio ed anche quelli di Bergamo, Brescia e Mantova. Si crea così una contaminazione di sapori e colori che uniscono nel nome dell’arte una parte di Lombardia davvero molto ricca di produzioni riconosciute nel mondo e che aprono nuovi mercati del turismo food. East Lombardy si è rivelata un grande volano dei nostri prodotti a partire da quelli DOP e IGP, ma senza tralasciare quelli tradizionali. Proprio questi, nel corso del tempo, sono diventati punti di riferimento per un turista sempre più alla ricerca di nuovi piatti da gustare con gli occhi e con il palato”.

“E’ la prima volta che operiamo questa sinergia tra mostra d’arte e rassegna culinaria – sottolinea Maurizia Quaglia, dirigente del settore Cultura, Musei e City Branding del Comune di Cremona – ma sarà il nostro modo di lavorare per il futuro e questa prima esperienza ne sarà il trampolino di lancio. Per quel che riguarda la mostra siamo soddisfatti, il risultato per noi è all’altezza delle aspettative. Aspettiamo tanti esponenti del mondo accademico ma anche tanti altri visitatori che potranno essere attratti oltre che dalle opere del Genovesino anche dalle proposte dei ristoratori”.

Marina Volontè, responsabile Servizio Programmazione attività Sistema Museale del Comune di Cremona – ha ricordato invece come quella del Genovesino sia una mostra di ampio respiro che sarà presentata anche fuori città, ad iniziare dal 3 ottobre a Palazzo Reale a Milano dove il 29 settembre aprirà la mostra sul Caravaggio. Verranno tra l’altro messi a disposizione coupon con agevolazioni per chi visita entrambe le esposizioni.

A ben sintetizzare lo spirito dell’abbinata “mostra d’arte – rassegna gastronomica” – è uno dei curatori della mostra sul Genovesino, Marco Tanzi: “Quando ero piccolo – racconta – mio papà mi portava o a vedere qualche partita o a qualche mostra e in quelle occasioni non mancava mai di portarmi a mangiare anche nei posti migliori del luogo. Cosa c’è di meglio che abbinare ad un evento una bella mangiata? Ecco perché ci sembra che l’esistenza di una rassegna gastronomica in parallelo con la mostra sia una buona cosa. Del resto diverse tele del Genovesino raffigurano e sono legate al cibo: banchetti, nature morte e altro”. Il cibo quindi come fonte d’ispirazione per il pittore e i quadri come fonte di ispirazione per i ristoratori di East Lombardi. A ciascun ristoratore è infatti abbinato un dipinto e ogni chef, prendendo spunto dal soggetto, dai colori e dai personaggi ritratti, oppure dai prodotti in commercio all’epoca del Genovesino ha elaborato un proprio menu. Unico elemento costante per tutti i ristoranti, le trattorie, le osterie e gli agriturismi coinvolti sono la presenza all’interno della proposta culinaria del Grana Padano (sponsor insieme a Sperlari e Steelcolor) e dell’imprescindibile torrone cremonese.

“L’invito rivolto – dice Carla Bertinelli Spotti – ambasciatrice East Lombardy per Cremona – è quello di valorizzare i nostri prodotti. Questa è una iniziativa che avvicina e tipicizza le nostre realtà. Penso anche all’incontro che si terrà all’interno delle tre giornate dedicate al salame tra quello prodotto a Cremona e il salame di Bergamo, Brescia e Mantova. O ancora sugli approfondimenti relativi a formaggi e mostarda”.

Sono 20 i ristoratori a rappresentare l’ecellenza dell’arte culinaria di Cremona e del suo territorio:

Agriturismo Cascina Laghetto (Crema)

Agriturismo Cascina Valentino (Pizzighettone)

Antica Rocca (Soncino)

Bistek (Trescore Cremasco)

Ca’ Barbieri di Levata (Grontardo)

Caffè La Crepa (Isola Dovarese)

Hosteria 700 (Cremona)

Il Mappamondo (Vescovato)

Il Poeta Contadino (Casalbuttano)

La Cittadella (Cremona)

La Kuccagna (Dovera)

Lido Ariston Sales (Brancere di Stagno Lombardo)

Locanda degli Artisti (Cappella de’ Picenardi)

Locanda Torriani (Cremona)

Osteria degli Archi (Cremona)

Osteria La Sosta (Cremona)

Palazzo Quaranta (Isola Dovarese)

Ristorante Dordoni (Cremona)

Trattoria Il Gabbiano (Corte de’ Cortesi con Cignone)

Trattoria Via Vai (Bolzone Ripalta Cremasca)

Ci sono poi tre locali che rappresentano idealmente tutto il territorio East Lombardy, preziosa in questo senso la collaborazione dello chef Sergio Carboni – uno degli ambasciatori cremonesi: Locanda Leon d’Oro (Pralboino, BS), Osteria da Diego (Canneto sull’Oglio MN), Il Baretto di San Vigilio (BG).

I partecipanti alla rassegna gastronomica avranno diritto ad accedere alla mostra a prezzo scontato.

 

 

 

 

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Commenti
  • Libero

    Si ricompone così la coppia Tanzi/Volontè al Museo civico come vent’anni fa.