5 Commenti

Investì ciclista per errore. Per
l'automobilista chiesto rinvio
a giudizio per tentato omicidio

Foto Sessa

L’avvocato Tabaglio

La procura di Cremona ha chiesto il rinvio a giudizio del 51enne cremonese che il 2 settembre dell’anno scorso in via Bergamo investì con la sua auto un 57enne cremonese in bici, scambiandolo per la persona con la quale poco prima aveva avuto una lite. L’accusa mossa dalla procura è quella di tentato omicidio, oltre a fuga, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza.

Se il 51enne sarà rinviato a giudizio lo deciderà il giudice nell’udienza preliminare del prossimo 11 gennaio. L’imputato, che è incensurato, è assistito dagli avvocati Massimo Tabaglio ed Alessio Romanelli, mentre il ciclista, che è ancora in condizioni gravi, è rappresentato dall’avvocato Luca Curatti.

La lite con il ciclista che non è mai stato identificato, nè si è mai presentato spontaneamente, nonostante gli appelli, scoppiò nel pomeriggio di quel 2 settembre per motivi di viabilità in piazza Risorgimento. Successivamente l’automobilista si mise all’inseguimento del ciclista, investendolo in via Bergamo.

L’avvocato Romanelli

Ma non si trattava della stessa persona. E’ emerso dalla visione delle immagini delle telecamere. Il protagonista della lite e l’uomo investito indossavano due magliette di colore diverso.

Diversi anche il colore e il modello della bicicletta.

Quel pomeriggio in piazza Risorgimento automobilista e ciclista discussero animatamente perché il ciclista era passato con il rosso. Al culmine della lite, il ciclista, con un gesto di rabbia, scaraventò la propria bici contro il parabrezza della macchina, poi riprese la sua bici e ripartì alla volta di via Bergamo. L’automobilista, furioso, risalì sulla propria vettura e si lanciò all’inseguimento del velocipede. Il ciclista, quello sbagliato, fu intercettato in via Bergamo, all’altezza del locale La Fabbrica di Pedavena, dove per l’accusa sarebbe stato deliberatamente travolto, e mandato a schiantarsi contro un’auto parcheggiata.

L’avvocato Curatti

Dopodichè l’automobilista era fuggito a tutta velocità.

Grazie alle diverse testimonianze e al numero di targa, il pirata della strada fu rintracciato dopo un’ora e mezza e sentito al comando della municipale. Nel sangue aveva un tasso alcolemico pari al doppio di quello consentito dalla legge. Da chiarire se aveva bevuto prima o dopo i fatti.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti
  • Mirko

    Fuori di testa…stiamo degenerando

  • Illuminatus

    Qui di responsabili non c’è solo l’automobilista… non dico ovviamente (e lo sottolineo) che bisogna andare in auto ad ammazzare il prossimo, ma sfido chiunque a riuscire a mantanere la calma quando un ciclista, passato col rosso, vuole avere ragione lui e ti danneggia pure l’auto per dispetto.

    Si chiama provocazione, e comporta delle precise responsabilità.

    • coD77

      Forse non hai letto bene, il ciclista investito non c’entra nulla, l’automobilista ha investito apposta uno che non aveva nulla a che fare.

      • Illuminatus

        Grazie ma avevo capito perfettamente. Il ciclista investito non c’entrava niente, e mi dispiace davvero per lui. Anzi potevo essere io stesso, visto che spesso sono in bici.

        Ma parte della responsabilità di quanto accaduto andrebbe dato al ciclista che ha direttamente causato il diverbio per futili motivi, non crede? Non per niente, costui in seguito non si è mai fatto avanti.

        • coD77

          Sicuramente la colpa è anche del ciclista, se non fosse passato col rosso non sarebbe successo nulla.