Cronaca
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Dopo 101 anni, ultima uscita in edicola per 'La Vita Cattolica'

Ha da poco compiuto cent’anni e con oggi, 21 dicembre 2017, il settimanale ‘La Vita Cattolica’ giunge al suo epilogo con l’ultimo numero in edicola. Un numero che ripercorre la storia della testata, nata nel 1916 come “La Voce dei giovani”, su iniziativa dell’Azione Cattolica. Era stato l’allora vescovo Giovanni Cazzani a dare impulso a questo nuovo strumento di comunicazione, in un’epoca storica in cui fiorirono tante riviste culturali e in cui la stampa cominciava ad essere un importante strumento di informazione, il primo rivolto alle masse. I tempi sono molto cambiati da allora e nell’era della comunicazione digitale e dell’informazione parcellizzata, la carta stampata ha perso evidentemente  terreno. E anche la Diocesi di Cremona, spronata dal vescovo Napolioni, ha optato per potenziare il canale comunicativo digitale.

Nel 1923 il settimanale diventava semplicemente “La Voce” e due anni più tardi “La Voce cattolica”. Inizialmente i suoi direttori furono laici, a cominciare da Mario Gilberti, mentre dal ’24 sono sempre stati sacerdoti: da don Erminio Stuani a don Vincenzo Rini a cui era succeduto don Attilio Cibolini e quindi don Enrico Maggi, direttore dell’ufficio diocesano delle Comunicazioni sociali. Il suo editoriale per l’ultimo numero  si intitola “La parola giusta”. Traccia la ratio del cambiamento degli strumenti comunicazionali della Diocesi, chiamati appunto a seguire i tempi e le modalità dell’era digitale. “2500 battute. Scrivo, riscrivo, cancello, riprovo..Per assicurarmi che non siano dimenticate le parole adatte, i ragionevoli moventi. Un secolo abbondante di servizio alla comunicazione ecclesiale non si liquida in qualche capoverso 101 anni di impegno volto a stendere sulle righe la trama degli eventi e le tracce di un cammino non si riassumono in un editoriale: è impresa eccedente lo sforzo. (..)La Chiesa cremonese intende continuare responsabilmente il dialogo e l’annuncio nel tempo che la Provvidenza le dona, cercando di intercettare – là ove si manifestano – domande e attese. Lo farà con strumenti diversi dal passato, gradualmente ma con la stessa determinazione”. 

 

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