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Accolto in una struttura protetta
il figlio di Chen, massacrata
in casa dal compagno

E’ tenuto in una struttura protetta, affidato ai servizi sociali del Comune, il bambino tredicenne della coppia cinese protagonista del massacro di ieri mattina allo Zaist. Al momento non starebbero intervenendo psicologi o psichiatri dell’ospedale, che peraltro seguivano da tempo il padre, Yongqin Wu, che qualche anno fa era caduto da una finestra e per questo ancora zoppicava.  I servizi sociali valuteranno in che modo intervenire su questo ragazzino, la cui situazione famigliare precaria era già nota, anche se nulla lasciava presagire esiti drammatici.  “Come sempre in questo casi i servizi sociali intervengono sull’emergenza, mettendo in sicurezza il minore – spiega l’assessore alla trasparenza e vivibilità sociale  Rosita Viola – In questo momento credo che si stia valutando il tipo di intervento medico necessario. Non posso dire molto altro. Mi sento di fare un ragionamento ‘macro’: un episodio come questo ci deve interrogare sulle problematiche del disagio mentale, come società dobbiamo chiederci se si sta facendo abbastanza quando ci si trova di fronte a malesseri o dinamiche famigliari particolari”.

Yongqin Wu, il 51 enne pluriomicida, inabile al lavoro, ieri mattina ha massacrato la moglie Chen e il piccolo Wen Jun Ye di tre anni, figlio di una coppia di amici.

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