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Bimba morta dopo anestesia
Archiviazione per i medici
Ablondi: 'Caso imponderabile'

E’ stata archiviata la posizione dei quattro medici che erano stati indagati con l’ipotesi di accusa di omicidio colposo per la morte di Adelaide Croce, la bambina di un anno deceduta nel maggio del 2014 all’ospedale di Crema mentre stava per essere sottoposta a una gastroscopia. Il giudice Pierpaolo Beluzzi ha accolto la richiesta del pm che nel corso delle indagini e degli accertamenti non ha rilevato alcun addebito nei confronti dell’allora capo anestesista Agostino Dossena, dei medici Paolo Comassi e Antonella Biazzi e della gastroenterologa Tiziana Guadagnini. “Sono contento per i miei medici e anche per l’Azienda”, ha detto Luigi Ablondi, direttore generale dell’ospedale di Crema. “Mi ricordo bene quel caso. Ne abbiamo tutti sofferto. Purtroppo è stato un evento imponderabile. La mia equipe, di altissimo livello, aveva svolto tutte le procedure in modo corretto. Era emerso già nella nostra indagine interna ed è emerso anche dalle conclusioni di tutti gli esperti a cui il caso è stato affidato”. La bimba era celiaca ed era stata sottoposta ad un intervento di gastroscopia. Ma appena le era stato iniettato l’anestetico, i polmoni avevano avuto uno spasmo dovuto ad una reazione allergica. Adelaide era stata subito trasferita nel reparto di terapia intensiva, ma nonostante il prodigarsi dei medici per salvarle la vita non c’era stato nulla da fare. La famiglia della piccola, il padre Antonio e la mamma Claudia Costa, che abitano a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo, si erano affidati all’avvocato Enrico Pelillo, del foro di Bergamo. I genitori, come ha confermato oggi lo stesso legale, sono già stati “risarciti congruamente” l’anno scorso.

Sara Pizzorni

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