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Ponte A21, il danno c'è.
Triboldi: 'Riapertura forse solo
per auto, ma andrà ricostruito'

Sono stati portati a termine nella mattinata di venerdì i rilevi tecnici e le verifiche sul viadotto della A21 che lo scorso 2 gennaio era rimasto interessato dal tragico incidente/rogo che era costato la vita a ben sei persone. I tecnici di Centropadane stanno ora terminando di redigere la relazione definitiva sulla struttura.

“Che vi sia uno stato di ammaloramento è fuori discussione” spiega il direttore della società, Alessandro Triboldi. “Il cavalcavia di Montirone non potrà più essere utilizzato per il transito dei mezzi pesanti, mentre stiamo cercando di capire se è possibile riaprirlo al traffico veicolare. Nel frattempo, abbiamo conferito l’incarico ad un perito esterno, a cui affideremo i risultati e che dovrà trarre le proprie conclusioni”. In sostanza l’ammaloramento riguarda il calcestruzzo e l’acciaio delle armature del ponte.

Il materiale raccolto, verrà poi illustrato la prossima settimana in un incontro in Prefettura a Brescia, a cui prenderanno parte la Provincia e il Comando dei vigili del fuoco di Brescia. Lo scopo sarà quello di condividere la situazione e capire i possibili scenari futuri. “L’ipotesi è quella della riapertura al traffico automobilistico, almeno in un primo momento, se vi saranno tutte le condizioni di sicurezza. Ma si tratta di una soluzione transitoria: un ponte che non consente il passaggio dei camion perde buona parte della sua funzione. Per cui prima o poi andrà senza dubbio demolito e ricostruito”. Le tempistiche? Sarà il nuovo concessionario, Autovia Padana, che subentrerà alla gestione del tratto autostradale dal prossimo 15 febbraio, a dover calendarizzare i futuri interventi.

Laura Bosio

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