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Morte di Alessandro Fiori,
tentativo di prelievo di 7mila
euro con la carta di credito

Un tentativo di prelevare 7mila euro in contanti con la sua carta di credito, naturalmente andato a vuoto in quanto il plafond consentito era pari a 3mila euro: questo l’ultimo elemento emerso nell’ambito dell’inchiesta sulla misteriosa morte di Alessandro Fiori, imprenditore 33enne di Soncino il cui corpo privo di vita è stato rinvenuto giovedì nel porto di Sarayburu, nell’area turistica di Istanbul, dopo essere presumibilmente stato diverse ore in acqua. Quell’operazione che desta non pochi sospetti, in quanto appunto l’imprenditore conosceva bene quali fossero i limiti di prelievo della sua carta di credito, da cui peraltro aveva già ritirato circa 2mila euro tra il 13 e il 14 marzo, i giorni in cui poi era scomparso.

Si fa strada così l’ipotesi della rapina finita male: l’uomo potrebbe essere stato dapprima costretto a prelevare i soldi da una banda di rapinatori, che poi potrebbero aver tentato di utilizzare a loro volta la sua carta di credito, cercando di ritirare appunto i 7mila euro. La polizia turca ha interrogato il taxista che sarebbe stato l’ultimo a vederlo vivo, e che lo ha accompagnato proprio a prelevare al bancomat. Da quel momento, di lui si è persa ogni traccia, fino al ritrovamento del suo cadavere martoriato, con il viso pieno di lividi ed escoriazioni. Ma mentre la polizia turca non esclude l’ipotesi del suicidio, la Procura di Roma ha invece aperto un’inchiesta per omicidio. Ora toccherà  alla scientifica stabilire se le ferite alla testa possano essere dovute a dei colpi inferti da un assalitore o se dipendano dagli urti contro gli scogli dopo la caduta in mare.

 

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