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Sparatoria a Caravaggio,
la sorella si difende:
'Volevo fermarli'

La sorella di Carlo Novembrini, 49 anni, ucciso dal fratello minore a colpi di pistola in una sala slot di Caravaggio, si difende dalle accuse. Come rivela l’Eco di Bergamo, la donna ha dichiarato di non essere “complice di nessuno”, e anzi, di aver “cercato di frenare il litigio tra i miei due fratelli, che si è poi trasformato per me in un dramma”.

Il delitto si è consumato nella sera del 4 aprile, quando l’assassino ha raggiunto il fratello nel locale e, dopo una furiosa lite, ha estratto l’arma, freddando lui e la compagna Maria Rosa Fortini con 4 colpi.

Un delitto da cui ora la donna, indagata come complice, si chiama fuori. “Può darsi che ci fossero stati degli screzi, ma io non ne sapevo nulla e tutto mi sembrava tranquillo, fino a mercoledì pomeriggio, quando Maurizio è entrato in casa nervosissimo, difficile da calmare” ha raccontato. “Ho chiesto se poteva accompagnarmi a fare delle spese in un supermercato e lui mi ha detto che non poteva. Mi sono allarmata, perché l’ho visto insolitamente arrabbiato. Quando è sceso per le scale l’ho seguito e nonostante non volesse, sono salita con lui sulla Panda”.

Quindi, la corsa fino alla sala slot e  il tragico epilogo. “Mio fratello era una furia” ha raccontato la donna. “Ho usato tutta la mia forza per fermarlo, ma d’un colpo sono partiti gli spari e quelle pallottole mi hanno sfiorata, colpendo l’altro mio fratello e la sua compagna. Non capivo più niente, ho visto polvere intorno a me e tanta confusione”.

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