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Maltrattamenti in famiglia
e bomba all'ex Scac: 'Io,
rovinato da droghe e rave'

L’avvocato Marilena Gigliotti

Interrogatorio di garanzia, questa mattina nel reparto di psichiatria dell’ospedale dove è ricoverato, per il 18enne italiano di origini romene arrestato il 13 aprile scorso dalla polizia per aver vessato e minacciato per un anno i genitori e il fratello minore, mettendo in atto comportamenti violenti nei loro confronti. A denunciarlo è stata la madre, “ma solo perché era l’unico modo per aiutarlo”. Al giudice Pierpaolo Beluzzi, il giovane, tossicodipendente ed abituale frequentatore di rave party, ha detto che la sua vita ha cominciato ad andare in pezzi dall’anno scorso a Pasqua, dopo aver partecipato ad un rave nel corso del quale qualcuno gli aveva dato da fumare qualche droga sintetica che ha cominciato a provocargli tremende allucinazioni. Agli atti, infatti, risulta essere seguito dal Sert dal 2014 e già ricoverato in precedenza in psichiatria. Il ragazzo, assistito dall’avvocato Marilena Gigliotti, ha raccontato di aver avuto visioni di Cerbero, il cane a tre teste, e di aver girato armato di ascia e martello per proteggersi da presenze maligne. L’ultimo episodio che lo ha visto protagonista risale al 3 aprile scorso, quando il 18enne, che si era introdotto insieme al suo cane all’interno di una roulotte parcheggiata nell’area ex Scac di via Sesto, aveva collegato una sorta di rudimentale innesco ad una bombola di gas. Sul posto erano dovuti intervenire gli operatori specializzati del nucleo artificieri della Questura di Milano che avevano appurato l’inoffensività del presunto ordigno. “Volevo andare a vivere in quella roulotte”, ha detto oggi il ragazzo che dal quel giorno è ricoverato in psichiatria. Ora, però, niente più droghe e niente più rave. La promessa fatta oggi al giudice e al suo avvocato è quella di riprendere in mano la propria vita, cominciando dalla volontà di proseguire i suoi studi di grafica. “Ha poi accettato di essere curato”, ha fatto sapere l’avvocato Gigliotti, che ora cercherà per lui una struttura adeguata che possa accoglierlo e che possa guarirlo.

Sara Pizzorni

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