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Boom cremazioni: 2700
in un anno. Emissioni?
'Come caldaia condominiale'

Fino all’85% delle cremazioni che vengono eseguite nell’impianto presso il cimitero di Cremona provengono da richieste fuori comune. E’ questo il dato medio indicato dall’assessore Rosita Viola nella risposta ad un’interrogazione di Lucia Lanfredi (M5S)  che chiedeva conto dell’attività del forno crematorio, paventando la possibilità che anche quanto esce da quel camino favorisca l’inquinamento dell’aria a Cremona, già a livelli altissimi. Una preoccupazione che sembra infondata, a sentire la risposta dell’assessore: “Tale impianto, di ridottissime dimensioni, è equiparato per la sua potenzialità termica, inferiore a 600kw termici, ad una caldaia condominiale”.

L’impianto è calibrato per poter arrivare fino a 3200 cremazioni all’anno, ma nel 2017 ne sono state eseguite 2720, di cui 1710 salme e 1010 resti mortali. Sul fronte emissivo, la risposta dell’assessore è tranquillizzante: “e’ stato acquistato ed installato un impianto di iniezione ad urea con analizzatore dedicato in continuo di Nox; tale impianto è in fase di taratura, per l’individuazione dei segnali ottimali di funzionamento; i lavori sono a buon punto ed entro breve dovrebbe essere portato a regime”. Dal punto di vista della massa, vengono emessi 800/1000 Nmc/ora (normal metro cubo all’ora), una quantità “irrilevante rispetto a tutte le altre fonti di emissioni, nell’ordine di decine di milioni di Nmb/h)”.

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