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Murales via Goito, il Comune
decide di fare in casa: bozzetti
affidati al Centro Fumetto

Sarà il Centro Fumetto Andrea Pazienza a realizzare i bozzetti del murales sulla parete dell’edificio confinante con Galleria Kennedy nella rinnovata via Goito. Il concorso di idee lanciato lo scorso aprile si era concluso con una nulla di fatto: due le proposte arrivate, una di Marco Cerioli, lo street artist che aveva già collaborato con il Comune per le decorazioni sul muro di cinta della ferrovia, in via Vecchia Dogana, e l’altra da parte di Marzia Formoso, per la coop. Doc Creativity di Verona.  Entrambe erano state bocciate dalla commissione interna al Comune che doveva valutarne le caratteristiche. Tra i filoni indicati nel bando c’era il tema cinematografico, non a caso nell’area un tempo occupata dal Supercinema, sala che aveva chiuso i battenti nel corso degli anni Ottanta.

Sulle motivazioni di quelle esclusioni l’amministrazione non si è mai pronunciata pubblicamente. Fatto sta che adesso l’amministrazione Galimberti ha deciso di fare tutto in casa, affidando direttamente alla propria struttura del Centro Fumetto (che proprio in questi giorni sta lasciando i locali in piazza Giovanni 23° per la nuova sede a palazzo Affaitati) l’elaborazione di alcuni bozzetti tra i quali verrà scelto il più consono. 1.600 euro la spesa prevista per la stesura dei disegni. Poi ci sarà la parte realizzativa, che imporrà un cantiere piuttosto complesso, visto che la parete in questione è alta una decina di metri. gbiagi

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Commenti
  • Mattia

    Ma perché il murales?

    • antonio1956

      A Parigi, in piazza Stravinski vicino al Pompidou, c’è un murale che occupa la fiancata di un edificio di tre piani o più che rappresenta un viso maschile con il dito indice puntato verso il naso. Sembra dire ssssst (silenzio). Ce ne sono altri da altre parti. Considerata la zona centrale e per la tranquillità dei residenti, si potrebbe proporre per via Goito come murale, una rappresentazione simile. Ci si augura qualcosa di diverso dai mostri anfibi rappresentati fino ad oggi sulla palizzata in legno che confina l’area.

      • Mattia

        Si ma perché?

        • antonio1956

          Semplice estetica: è preferibile a parer mio vedere un murale che un muro dipinto o solo intonacato. Allo stesso modo è preferibile vedere una vetrofania sulla vetrina di un negozio sfitto piuttosto di una vetrina ricoperta di fogli di giornale o sporca con materiale sparso all’interno, come tante se ne vedono in città.

          • Mattia

            A ok lei rivota Galimba….
            Grazie

          • antonio1956

            Conclusione affrettata e riduttiva. Comunque grazie anche a lei.

          • Mattia

            O vota per la prima volta….

          • antonio1956

            Ultimo commento: il mio senso estetico va oltre la connotazione pro o contro “Galimba….”, o primo voto come scrive lei. Il suo tentativo di connotarmi con questo o quell’altro non funziona con me; invece lei facendo riferimento a categorie ben precise, rende nota la sua posizione, che fa riferimento a categorie e che prescinde dal senso estetico che evidentemente non possiede.

          • Mario Rossi SV

            Il senso estetico…anche mettere il bianchetto sulle mutande sporche può essere considerato senso estetico, le vedi bianche ma sono sempre sporche.

          • Mattia

            Ottimo…. se lo possiede lei siamo tranquilli…

  • ciclo-pe

    Trovare il modo per migliorare il degrado urbano di via Palestro, degrado visivo e funzionale non certo sociale, con un murales che scateni qualsivoglia fantasia artistica, non so se sia una buona idea. Tenendo in considerazione che molti grandi murales denunciano situazioni di degrado urbano non certo istituzionalizzato e che il muralismo storico nasce come progetto artistico integrato con l’architettura, il caso in oggetto non è ne l’uno ne l’altro. Perchè allora non realizzare una parete verde visto che il verde verticale è esteticamente valido e molto apprezzato? In alternativa, se la soluzione provvisoria di un muralas pare comunque presa, perchè non dipingere una copia pop del famoso Ortolano dell’Arcimboldo del limitrofo Museo? Sarebbe anche un modo simpatico per richiamare l’importanza del Museo Civico.